Venanzio Rosina, leader storico della CNA se n’è andato.

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Ci fermiamo a raccogliere vuoti che nessuno può colmare, né un’ora in anticipo, né un’ora in ritardo. Alla stazione ci si arriva viandanti o timonieri. Resta forte il segno delle impronte lasciate per chi ha potuto camminare, anche per un po’ al tuo fianco. Grazie Venanzio.

Ha deciso di chiudere con le cose della terra, ieri notte. Venanzio Rosina classe '49 era nato a Este il 2 giugno e la scorsa notte il suo cuore ha deciso di non battere più. Il "leone" della Bassa che tanto ha fatto per il mondo economico e produttivo padovano e per la politica a partire proprio dalla sua terra d'origine per poi estendersi alla provincia di Padova e a tutta la regione, ha finito di ruggire. Dopo aver frequentato il liceo classico Ferrari di Este, la laurea in storia all'università di Padova e una piccola parentesi come insegnante, parallelamente al suo impegno nel Pci (è stato uno dei promotori della sede di Este), approda in CNA Padova come funzionario, nell'81. Dopo qualche anno passa a Cna Veneto come segretario regionale, ruolo che ha sostenuto fino al '95, dando un forte contributo a livello nazionale a tutta la CNA. Dal '96 il suo ritorno in CNA a Padova come segretario provinciale per risollevare le sorti dell'associazione che stava attraversando un periodo di difficoltà, fino al 2006. Un decennio dove Rosina ha lavorato non solo per portare ai suoi massimi storici l'associazione di categoria, ma per elevarla a promotrice di tutta una serie di iniziative che hanno segnato la storia del mondo economico e produttivo della provincia. Ha dato impulso al Coordinamento delle categorie economiche, mettendo insieme tutte le associazioni di categoria per portare avanti strategie di sviluppo e di dialogo con il mondo politico padovano che ci rappresentava a Roma. Le basi per la creazione di Sviluppo Artigiano il consorzio di credito che oggi aggrega associazioni di tutte le province del nord Italia, le ha poste lui. Come aver guidato Eurekna, società di consulenza per i progetti comunitari di cui era ancora presidente.
Rosina ha fatto parte del CDA della Fiera di Padova, è stato presidente dei Magazzini Generali per 5 anni. Promotore della creazione dell'Ebav l'ente bilaterale delle pmi venete, soltanto martedì scorso era seduto al tavolo del CDA dell'Accademia dell'artigianato in quel di Este in veste di presidente. Sindaco di Este…
Rosina era andato in pensione nel 2007, ma nonostante i gravi problemi di salute non aveva mai chiuso le porte a un'attività che lo voleva ancora coinvolto nel mondo istituzionale legato all'economia della nostra provincia. Nel 2003 ha pubblicato un libro (ed. Il Prato, Padova) "Il compagno Berto" dedicato a Ugo Gazziero, figura emblematica in Bassa Padovana per la sinistra degli anni 70/80. Quella Bassa di cui ha sempre vantato i natali, di cui ne è sempre andato fiero, che ha sempre guardato con un occhio di riguardo. Quella Bassa che lo ricorda come una personalità costruttiva di grandissima e raffinatissima intelligenza. Rosina conosceva molto bene gli artigiani e le loro imprese. Ecco perché ha fatto crescere la CNA. Sicuramente in questi 40 anni che lo hanno visto in trincea nel difendere gli interessi degli artigiani, quegli uomini del fare che spesso criticava, su cui qualche volta ironizzava, ma che ha sempre stimato e apprezzato tantissimo, Rosina ha lasciato un segno forte.
Non da ultimo le giovani leve della CNA di Padova. Le ha guidate, le ha educate, le ha anche redarguite, ma quello che lascia loro è una buona scuola nel perseguire interessi comuni, una spinta civile, un impegno sociale giocati in squadra. Una sfida per far vivere la Cna padovana nell’ingranaggio delle diverse mansioni a cui sono chiamati a rispondere.
Infine, a chi gli è stato a fianco raccogliendo la sua esperienza. Rosina amava moltissimo la letteratura (mai come la storia; sua l'iniziativa editoriale dell'importante collana I quaderni dell'artigianato, realizzata in collaborazione con l'Università di Padova per tracciare la storia dell'artigianato padovano di cui ne sono stati pubblicati 15 in 5 anni). Non c'è un verso più significativo della chiusa della Mia sera foscoliana, a rappresentare lo spirito guerriero, ma riflessivo e meditativo della vita di Rosina… Lo salutiamo come sarebbe piaciuto a lui…. come lui ha impostato la sua esistenza…. Forse perché della fatal quiete…. e naufragar m'è dolce in questo mare.