CRISI DELL’AUTOTRASPORTO. STOP A CABOTAGGIO E PIU' CONTROLLI

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E’ necessario vigilare sulla corretta applicazione del distacco internazionale estero, attivando la clausola di salvaguardia, che prevede che per un anno le aziende estere non possano operare in Italia. Abbiamo già richiesto l’introduzione di questa misura - continua Varotto - ma fino a questo momento non siamo stati ascoltati. Bisogna aumentare i controlli – il distacco internazionale di personale, consentito da una direttiva comunitaria nell'ambito della libera circolazione dei lavoratori e della libera prestazione dei servizi, sta letteralmente uccidendo il settore del trasposto merci nel nostro Paese. E il Veneto è il prima linea essendo territorialmente esposto. Abbiamo già incontrato le forze dell’ordine e abbiamo proposto loro una collaborazione contro l’abusivismo”.

Non fa sconti nemmeno Mariano Cesaro, presidente dell’autotrasporto merci Cna Padova né nasconde la sua preoccupazione. "Continuiamo a chiederci se lo Stato ha capito che l’autotrasporto è strategico per il nostro Paese? Il cabotaggio sta affossando un settore fatto per l’87% di piccole, piccolissime aziende. Una realtà adeguata all’Italia, il cui tessuto economico è costituito da piccole imprese. Questo all’Unione Europea non va bene? Vogliono un appiattimento del settore, preferiscono orientarsi verso aziende medio grandi? Eppure la diversificazione è indispensabile. Per noi piccolo è ancora bello, ma soprattutto bisogna ricordare che le piccole realtà imprenditoriali fanno parte della nostra struttura economica. Inoltre va ribadita una necessaria nuova sinergia con le forze dell'ordine. Non è possibile punire sempre noi italiani, perché è più comodo. Capisco che le difficoltà linguistiche siano un ostacolo ai controlli sugli stranieri. Ci siamo resi disponibili per creare una serie di schede con domande tradotte nelle diverse lingue europee da esibire in presenza dell'autotrasportatore straniero. Chiudo con l'annoso problema del caro autostrade e carburante: la situazione del comparto è aggravata dagli alti costi del gasolio e dalle tariffe autostradali. E’ urgente una soluzione – conclude Cesaro - perché alcuni stanno già parlando di fermo, come nel 2007”.