Occhio ai sacchetti in plastica per asporto merci (shopper), scattano le multe

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Dal 21 agosto 2014 può essere sanzionato chi commercializza sacchetti monouso che non siano biodegradabili e compostabili o sacchetti riutilizzabili che non abbiano gli spessori previsti dalla legge 128/2012. NON SI POSSONO COMMERCIALIZZARE sacchetti non biodegradabili (in vigore dal 1/1/2011) e dal 25/3/2012 possono essere commercializzati solo sacchetti conformi alla L. 128/2012.

Vediamoli:

  • sacchetti monouso con polimeri rispondenti alla norma tecnica UNI EN 13432:2002
  • sacchetti riutilizzabili realizzati con polimeri diversi con:
  1. maniglia esterna di spessore superiore a 200 micron (se uso alimentare) e 100 micron (se altri usi), e 
  2. maniglia interna di spessore superiore a 100 micron (se uso alimentare) e 60 micron (se altri usi).

con polimeri non conformi alla norma Uni EN 13432:2002 devono contenere almeno il 30% di plastica riciclata (se uso alimentare) e il 10 % di plastica riciclata (se altri usi).

L’accertamento della violazione, a carico della polizia amministrativa, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 euro a 25.000 euro, aumentata fino al quadruplo del massimo se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di sacchi per l'asporto oppure un valore della merce superiore al 20% del fatturato del trasgressore.

AEE: dal 9 ottobre 2014 obbligo del marchio di identificazione

Il recepimento nel nostro ordinamento della nuova disciplina sui RAEE(rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) effettuata con ilD. Lgs. n. 49/2014 ha introdotto l’obbligo per il produttore delle apparecchiature di apporredal 9 ottobre 2014 (ai sensi dell’art. 40, le prescrizioni sono vincolanti decorsi 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto datata 12 aprile 2014),un marchio di identificazione su tutte le AEE immesse sul mercato.

Il marchio, come stabilito dall’articolo 28 del decreto, deve consentire di individuare in maniera inequivocabile il produttore delle AEE (apparecchiature elettriche ed elettroniche), e che le stesse sono state immesse sul mercato successivamente al 13 agosto 2005 e deve contenere, in alternativa, uno dei seguenti elementi:

  • nome del produttore;
  • logo del produttore (apponibile solo nel caso di marchio registrato);
  • numero di registrazione al Registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei RAEE;

Il produttore in aggiunta al marchio il produttore può utilizzare sistemi di identificazione a radio frequenza (RFID), previa comunicazione ed approvazione da parte del Comitato di vigilanza e controllo.

Per assicurare il corretto smaltimento il produttore appone sulle AEE il simbolo della raccolta separata riportato nell'Allegato IX (bidone barrato).

Il marchio (che deve essere visibile, leggibile ed indelebile) ed il simbolo sono apposti sulla superficie dell'AEE, o su una superficie visibile dopo la rimozione di un coperchio o di una componente dell'apparecchiatura stessa con un’operazione che deve poter essere effettuata senza l'utilizzo di utensili.

Qualora non sia possibile, a causa delle dimensioni o della funzione del prodotto, apporre il marchio e il simbolo sull'apparecchiatura elettrica ed elettronica, gli stessi sono apposti sull'imballaggio e sulle istruzioni per l'uso dell'apparecchiatura elettrica ed elettronica.

A partire dalla stessa data entrano in vigore anche le sanzioni che prevedono per ciascuna apparecchiatura immessa sul mercato priva del "nuovo” marchio di identificazione una sanzione amministrativa pecuniaria da duecento a mille euro