JOBS ACT E LEGGE DI STABILITA'. NOVITA' PER LE IMPRESE. CALENDARIO INCONTRI

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Stato di disoccupazione
Naspi - sostituisce l'Aspi e il mini Aspi ed entrerà in vigore dal primo maggio 2015. Ne beneficeranno i lavoratori privati che abbiano perso involontariamente il posto di lavoro e che abbiano almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni antecedenti la perdita dell’impiego e 18 giorni lavorativi nei dodici mesi precedenti. Durerà un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, fino a un massimo, quindi, di due anni.
Per i lavoratori con minori a carico o età vicina alla pensione, che permangono in stato di disoccupazione e difficoltà economica, esaurita la Naspi, ci sarà l’Asdi. L'Asdi avrà durata semestrale e sarà pari al 75% della Naspi e non superiore alla misura dell’assegno sociale.
Per i collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita Iva, che abbiano perduto involontariamente l’occupazione nel periodo 1 gennaio 2015 – 31 dicembre 2015 ci sarà la Dis-coll. La durata sarà pari alla metà dei mesi di contribuzione che va dal gennaio dell'anno solare precedente fino alla perdita del lavoro.

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e giusta causa: tutele crescenti
Ai nuovi contratti a tempo indeterminato stipulati a decorrere dal 1° gennaio 2015 non sarà riconosciuto il reintegro (previsto per le imprese con più di 15 dipendenti), in caso di licenziamento illegittimo per giustificato motivo oggettivo. In sostituzione del reintegro sarà prevista l’erogazione di un’indennità economica, non assoggettata a contribuzione previdenziale, pari a due mensilità per ogni anno di servizio (minimo 4 e massimo 24 mensilità).
Per le imprese sotto i 15 dipendenti, che per effetto delle nuove assunzioni dal 1° Gennaio 2015 con contratto a tempo indeterminato dovessero superare tale soglia, le nuove regole sulla disciplina dei licenziamenti a tutele crescenti varranno anche per i vecchi assunti.
Rimane sempre il reintegro, a prescindere dalle dimensioni aziendali: il licenziamento discriminatorio, quello intimato in forma orale, quello per giusta causa se il giudice stabilisce l’insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore.

JOB ACT
Il bonus 80 euro diventa strutturale e passa da 640 euro del 2014 a 960 euro nel 2015.

Buoni pasto in formato elettronico: la soglia di esenzione passerà  dal 1° luglio 2015 da euro 5,29 a euro 7,00.
 
Base imponibile Irap: dal periodo d’imposta 2015 è possibile la deduzione integrale del costo del lavoro a tempo indeterminato.
 
TFR in busta paga: in via sperimentale dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018, il lavoratore (con almeno sei mesi di anzianità presso l’azienda), potrà richiedere al datore di lavoro la liquidazione mensile del TFR, che sarà soggetto però a tassazione ordinaria. L’opzione vincolerà fino al 30 giugno 2018.
 
Esonero contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate entro il 31 dicembre 2015. Il limite dell’esonero è di 8060 euro l’anno e per un periodo massimo di 36 mesi. Sono esclusi i lavoratori che abbiano lavorato con contratto a tempo indeterminato nei 6 mesi precedenti. 
 
Erogato un assegno mensile di 960 euro (Bonus Bebè) per ogni figlio nato o adottato nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2017 (riservato ai genitori con Isee fino a 25 mila euro).
 
A favore dei genitori con almeno 4 figli minori che presentino un reddito ai fini ISEE non superiore a 8.500,00 euro annui è prevista l’erogazione di buoni per l’acquisto di beni e servizi.(fino ad esaurimento dello stanziamento)

L’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle rivalutazioni del TFR passa dall’11% al 17%(dal 1° gennaio 2015).
 
Stabilito in 7 mesi il termine in cui l’Agenzia delle Entrate è tenuta a effettuare l’erogazione dei rimborsi da modello 730 superiori a 4.000 euro.