NO ALLO SPLIT PAYMENT!

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Il 1° gennaio scorso è entrato in vigore il meccanismo dello split payment: le Pubbliche Amministrazioni dovranno versare l'IVA relativa alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei loro confronti. Tale misura produce effetti gravissimi sulle imprese, incidendo sulla loro liquidità già fortemente pregiudicata dal fenomeno dei ritardati pagamenti della PA, mettendo a rischio la sopravvivenza delle imprese che operano nel settore dei lavori pubblici.
In sintesi, le imprese non ricevono più Iva dalla Pa, che la versa direttamente all'Erario, ma devono continuare a pagarla ai loro fornitori.
Al posto della liquidità, le imprese avranno in cassa solo crediti Iva. La misura produrrà effetti negativi a cascata su tutta la filiera, innescando un circolo vizioso dalle conseguenze drammatiche su occupazione, investimenti e funzionamento dell'economia. 

CNA ha intrapreso una forte iniziativa politica di contrasto e opposizione su due temi che rappresentano una seria minaccia per le nostre imprese, vale a dire il reverse charge e lo split payment.
 Una intensa e quotidiana azione di lobby politica e parlamentare e un’azione di comunicazione a più livelli che hanno permesso di veicolare un chiaro e inequivocabile messaggio: da marzo, con l’introduzione della fatturazione elettronica con la P.A., deve essere abrogato lo split payment, così come da marzo, la scelta di adottare la fatturazione elettronica tra imprese deve escludere l’applicazione del reverse charge.
In particolare riferimento allo split payment, CNA ha lanciato una petizione on line al fine di raccogliere il maggior numero possibile di adesioni da parte delle imprese manifestando così la netta opposizione della categoria nei confronti di questa inaccettabile provvedimento governativo. Firma anche tu la petizione!