JOBS ACT. PUBBLICATI I PRIMI DECRETI ATTUATIVI

Print Friendly and PDF

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e giusta causa. Le tutele crescenti

Ai nuovi contratti a tempo indeterminato stipulati a decorrere dal 7 marzo 2015 (o a seguito di conversione del contratto di apprendistato dalla stessa data o trasformazione da tempo determinato a tempo indeterminato) non sarà riconosciuto il reintegro (previsto per le imprese con più di 15 dipendenti), in caso di licenziamento ingiustificato per motivi economici o disciplinari. In sostituzione del reintegro sarà prevista l’erogazione di un’indennità economica, non assoggettata a contribuzione previdenziale, pari a due mensilità per ogni anno di servizio (minimo 4 e massimo 24 mensilità).

Per le imprese sotto i 15 dipendenti che per effetto delle nuove assunzioni con contratto a tempo indeterminato dovessero superare tale soglia, le nuove regole sulla disciplina dei licenziamenti a tutele crescenti varranno anche per i vecchi assunti.

Per i licenziamenti disciplinari è prevista la reintegrazione c.d. depotenziata, in imprese con più di 15 lavoratori, qualora sia accertata “l’insussistenza del fatto materiale contestato”, per i quali il licenziamento sarà annullato e al lavoratore spetterà la reintegrazione più un’indennità risarcitoria non superiore a 12 mesi, dedotto quanto percepito durante il periodo di estromissione nonché quanto avrebbe potuto percepire dedicandosi con diligenza alla ricerca di nuova occupazione.

Rimane sempre il reintegro, a prescindere dalle dimensioni aziendali per il licenziamento discriminatorio o intimato in forma orale. Le ulteriori conseguenze previste sono le seguenti: risarcimento del danno, non inferiore alle 5 mensilità, sulla base di un’indennità commisurata all’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto, corrispondente al periodo dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione, dedotto quanto percepito, nel periodo di estromissione, per lo svolgimento di altre attività lavorative; versamento, per il medesimo periodo, dei contributi assistenziali e previdenziali.

Stato di disoccupazione. Naspi (nuova prestazione di assicurazione sociale) - sostituisce l'Aspi e il mini Aspi ed entrerà in vigore dal primo maggio 2015. Ne beneficeranno i lavoratori privati che abbiano perso involontariamente il posto di lavoro e che abbiano almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni antecedenti la perdita dell’impiego e 30 giorni lavorativi nei dodici mesi precedenti. Durerà un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, fino a un massimo, quindi, di due anni. A decorrere dal 2017 sarà limitata a un massimo di 78 settimane.

Asdi (assegno di disoccupazione) e Dis-coll (indennità di disoccupazione). Per i lavoratori con minori a carico o età vicina alla pensione, che permangono in stato di disoccupazione e difficoltà economica, esaurita la Naspi, ci sarà l’Asdi. L'Asdi avrà durata semestrale e sarà pari al 75% della Naspi e non superiore alla misura dell’assegno sociale. Sarà operativa dal 1 maggio 2015.

Co. co. co. e Co. co. pro. Per i collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita Iva, che abbiano perduto involontariamente l’occupazione nel periodo 1 gennaio 2015 – 31 dicembre 2015 ci sarà la Dis-coll. La durata sarà pari alla metà dei mesi di contribuzione che va dal gennaio dell'anno solare precedente fino alla perdita del lavoro.