RISCHIO COLPO DI CALORE. COSA DEVE FARE IL DATORE DI LAVORO

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Segnaliamo un importante guida redatta dagli SPISAL padovani per il riconoscimento e le misure di prevenzione e di emergenza contro il rischio da colpi di calore.

La guida è consultabile QUI. Nella sostanza, dopo aver individuato i sintomi e i livelli di gravità in caso di esposizione al sole, si definiscono le misure di sicurezza che devono essere adottate dal datore di lavoro per il controllo del rischio che diventa particolarmente elevato in caso di giornate in cui si prevedono temperature all’ombra superiori a 30°C e umidità relativa superiore al 70%.

Il rischio è accresciuto ulteriormente quando il corpo non ha il tempo di acclimatarsi ("abituarsi”) al caldo. Processo che per il fisico dura dagli 8 ai 12 giorni. Di conseguenza, il rischio è molto elevato in presenza di "ondate di calore”.

Evidenziando l’obbligo di valutare il rischio in capo ai datori di lavoro individuando le misure più idonee per prevenire e proteggere i lavoratori in relazione all’attività svolta, il documento fornisce importanti misure da attivare per mantenere sotto controllo il rischio stesso; se ne riassumono alcune: l’informazione dei lavoratori in generale e giornaliera su livello e presenza del rischio, la collaborazione con il medico competente, la programmazione dei lavori più pesanti in orari e in zone con  temperature più favorevoli, rotazione nel turno fra i lavoratori esposti, evitare lavori isolati permettendo un reciproco controllo, usare abiti leggeri di colore chiaro in tessuto traspirante e copricapo (non lavorare a pelle nuda), prevedere pause durante il turno lavorativo in un luogo adeguato imponendone il rispetto ai lavoratori, rinfrescarsi bagnandosi con acqua fresca, bere acqua fresca (non ghiacciata) e sali minerali per recuperare i liquidi, non bere alcolici, evitare il fumo, preferire pasti leggeri, facili da digerire privilegiando pasta, frutta e verdura.

Si invita a consultare il documento per maggiore approfondimento.