CREDITO? ANCORA UN SOGNO PER I PICCOLI

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Le banche sono piene di soldi, ma se li tengono stretti! Così i piccoli imprenditori annaspano nei soliti problemi. 

Nonostante le direttive della BCE chiedessero agli istituti di credito di rimettere in circolo la liquidità ricevuta nei territori, la morsa creditizia non accenna ad allentare. Lo scopriamo dallo studio che CNA e UPA hanno presentato ieri. 

Al sistema produttivo padovano sono stati destinati 18,5 miliardi di euro di finanziamenti che non sono però ancora arrivati alle aziende. Le sofferenze sono più che raddoppiate (+10%) rispetto al dato nazionale che si ferma all’80%. 

Non fosse che le sofferenze (i prestiti non resi alle banche) stimate sopra la soglia dell’80%, provengano dalle grandi imprese. Quindi, le banche continuano a dare i soldi alle grandi imprese che non li restituiscono (uno su 5 soltanto ottempera al suo debito) con la conseguenza che gli istituti continuano a penalizzare i piccoli, non erogando nemmeno a loro i finanziamenti.

Ergo. La città metropolitana è in grande difficoltà. Come lo scorso anno. I venti della ripresa, qui a Padova e provincia non si sentono ancora. 

I soldi quindi a chi sono stati destinati? A imprese e famiglie il 95% dei finanziamenti, il resto se lo dividono istituzioni, amministrazioni pubbliche e società finanziarie. Alle imprese spetta il 63% degli aiuti rispettivamente quasi 16 milioni di euro (al 30 giungo di quest’anno). 

I finanziamenti erogati dal confidi di CNA-UPA, Sviluppo Artigiano, ammontano a 123 milioni 900 mila euro. Rispetto al 2012 si sono ridotti del 78%. Vanno per la maggiore i finanziamenti a breve termine: 72 milioni e 700 mila euro. Quasi il 60% del totale. 

Insomma, il credito alle imprese ha registrato una contrazione di 13,2 miliardi di euro. In sintesi i principali settori che sono stati penalizzati dalla stretta del credito sono: 20% in meno all’edilizia e servizi, 12% in meno per commercio e trasporti.

I padovani restano gran risparmiatori. In primis famiglie con il 71% dei depositi totali, il 24% spetta alle aziende il resto suddiviso tra amministrazioni, società finanziarie. 

Le banche dovrebbero sciogliere alcune rigidità sulle concessioni al credito. Devono cambiare sistema di approccio ai piccoli imprenditori. 

Sviluppo Artigiano ha fatto la sua parte facendosi carico di sostenere le imprese in difficoltà e che le banche avrebbero cacciato. In fine "caliamo meno”: una contrazione del credito più contenuta di quella del 2014 per i finanziamenti "buoni” alle pmi con meno di 20 dipendenti. Cresce anche il credito deteriorato (i prestiti più esposti) che alla fine del primo semestre 2015 ha raggiunto gli 11,3 milioni (erano 6 a fine 2012).

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