VERTICE UPA-CNA SULLA LEGGE DI STABILITA’. Può andare, ma con qualche correttivo

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LEGGE DI STABILITA’ 2016:VERTICE UPA CNALE DUE ASSOCIAZIONI PROMUOVONO LA MANOVRA MA CHIEDONO ALCUNI INTERVENTI CORRETTIVI PER DARE NUOVO OSSIGENO ALLE IMPRESE ARTIGIANE DI PADOVA E DEL VENETO.

Si è svolto nei giorni scorsi un vertice tra UPA Confartigianato Padova e CNA Padova per fare il punto della situazione sulla legge di stabilità 2016 che proprio in questi giorni ha iniziato il suo iter parlamentare. All’incontro hanno partecipato Roberto Boschetto, presidente di UPA Confartigianato Padova, Guerrino Gastaldi, presidente provinciale della CNA, Antonio Berengan, segretario generale UPA, Matteo Rettore direttore della CNA, Mario Borin amministratore delegato di Sviluppo Artigiano, Giorgio Santini, senatore padovano e capogruppo in Commissione Bilancio a Palazzo Madama.  La manovra è di tipo espansivo e utilizza tutti i margini di flessibilità concessi dall’UE per realizzare politiche di sostegno al reddito e ai consumi e riagganciare la ripresa economica favorendo gli investimenti delle imprese e diminuendo la pressione fiscale. Una legge di stabilità che finalmente ha abbracciato anche il punto di vista delle imprese e non solo quello dei ragionieri dello stato. Sono state presentate però, alcune criticità e avanzato richieste di modifiche per dare nuovo ossigeno alle micro, piccole e medie imprese artigiane che sono il cuore dell’economia padovana e veneta.   "Nonostante timidissimi segnali di ripresa – confermano i presidenti UPA e CNA – il settore dell’edilizia è tra quelli che stanno soffrendo maggiormente. Abbiamo chiesto l’introduzione di incentivi per la rigenerazione urbana: ad esempio per l'abbattimento di capannoni non utilizzati e per la sostituzione dell’amianto con i pannelli fotovoltaici. Di estrema importanza per il settore l’allargamento degli ecobonus anche a palazzi e condomini, uscendo dalla logica della singola abitazione.”   Per quanto riguarda le imprese che lavorano per la pubblica amministrazione, numerose sono state le richieste di modifica avanzate congiuntamente dagli artigiani. "Abbiamo detto no al taglio del 50% delle spese informatiche della PA. – proseguono Boschetto e Gastaldi -. Si tratta di una misura che va in direzione opposta alla digitalizzazione della PA e all’agenda digitale europea. E’ necessario elevare la soglia dei cosiddetti "micro-acquisti” effettuati al di fuori del Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione e portarla ad almeno 3000 euro. Sempre per quanto riguarda il MEPA sarebbe opportuno eliminare la norma che prevede il ricorso al mercato elettronico per le manutenzioni degli edifici pubblici. Almeno per le manutenzioni di piccolo taglio ed i micro-interventi”.