Un'interrogazione al Governo sul fenomeno dell'abusivismo

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Rispetto alla media nazionale la nostra provincia ha una media alta di attività del benessere per numero di abitanti."Purtroppo anche se si tratta solo di stime il lavoro sotterraneo irregolare non aumenta ma è stabile. Nei piccoli paesi della provincia possiamo stimare dalle segnalazioni che abbiamo ricevuto, uno a uno. Sono 2390 le aziende del benessere di cui quasi 100 extra UE. Sono cresciute di 23 unità dal 2014 al 2015 (ma abbiamo già scritto...)... in proporzione aumentano anche le straniere...", dice Matteo Rettore, direttore CNA Padova.Le nostre azioni contro l’abusivismo, supportate anche da una campagna nazionale della CNA di raccolta firme per denunciare l’insostenibilità del fenomeno, stanno dissuadendo le persone, ma non sono sufficienti. Aver il sostegno dell’onorevole Gessica Rostellato e dei colleghi che hanno sostenuto la sua interrogazione per noi è un grande passo avanti", dice Silvia Veronese responsabile della categoria CNA Benessere."Ho voluto sottoscrivere quest'interrogazione perché credo fortemente nella legalità. La concorrenza generale spietata in questo settore crea problemi sanitari e sociali per cui va fermata. Scontiamo una sorta di accettazione dell'abusivismo da parte delle comunità soprattutto nei piccoli paesi e la gente anche se si fa del male non denuncia. Vogliamo creare dei punti di ascolto per la raccolta delle segnalazioni anonime e per accogliere le istanze degli imprenditori regolari. I protocolli con i comuni vanno bene ma con essi si costruisce solo una parte del contrasto. Si sono superati i limiti di accettazione del fenomeno per cui vanno inasprite le sanzioni (che sono ancora in lire perché la legge è la 1/90 e sono ovviamente tarate sull'andamento economico di vent'anni fa). Il mio obiettivo è che questa interrogazione diventi una proposta di legge sulla concorrenza o un decreto. La battaglia più grande è legata alla formazione: chiedere sia portato a diploma di scuola media superiore il percorso formativo di estetiste e parrucchiere. "Abbiamo sottolineato nell'interrogazione che la durata del percorso professionale dell’estetista-parrucchiera sia portato dagli attuali due anni a cinque anni di scuola media superiore come previsto per tutti gli altri istituti tecnici, al fine di ottenere il  titolo di diploma di scuola superiore, oggi non previsto", conclude. Così su Mattino e Gazzettino.

Contro il fenomeno dell'abusivismo nel settore benessere (estetica, acconciatura, tatuaggi), un nuovo grande balzo. In questi giorni è stata ufficialmente presentata un'interrogazione al Governo da parte dell'onorevole Gessica Rostellato. Co-firmatari della richiesta, gli onorevoli Giulia Narduolo, Alessandro Zan, Alessandro Naccarato, Sara Moretto, Vanessa Camani.

L'interrogazione è stata presentata ai ministeri dello Sviluppo economico, della Salute, del lavoro e delle politiche sociali. In sintesi si chiede di adoperarsi, per quanto di competenza, al fine di ridurre l'abusivismo assumendo iniziative, anche normative, per: a) ottenere la piena tracciabilità delle merci in modo che i prodotti e le attrezzature professionali siano venduti solo alle imprese e non ai privati e che nelle fiere di settore per professionisti sia vietata la vendita indiscriminata a chi non è in possesso di partita iva o dell'iscrizione alla camera di commercio; 

b) sensibilizzare la clientela a non rivolgersi a operatori abusivi richiamando i rischi cui si va incontro, con particolar riguardo al mancato rispetto delle norme igienico/sanitarie a danno della salute e alla concorrenza sleale nei confronti di chi svolge la propria attività nel rispetto delle regole fiscali, di sicurezza nei luoghi di lavoro e in materia di requisiti igienico-sanitari; 

c) incentivare, anche attraverso il sostegno delle associazioni a tutela della categoria, la creazione di punti di raccolta delle segnalazioni che saranno trasmesse successivamente alle autorità competenti (ASL, guardia di finanza, ufficio del lavoro); 

d) incentivare l'attivazione da parte delle autorità competenti, di controlli anche in borghese, per acquisire informazioni utili alle attività di repressione dell'abusivismo; 

e) prevedere che la durata del percorso professionale dell'estetista-parrucchiera sia portato dagli attuali due anni a cinque anni di scuola media superiore come previsto per tutti gli altri istituti tecnici, al fine di ottenere il titolo di diploma di scuola superiore, oggi non previsto; 

f) inasprire le sanzioni già previste dalla legge in caso di accertata attività abusiva, al fine di disincentivare sempre più il fenomeno. Ecco l'interrogazione pubblicata nel sito della Camera dei deputati.