Se il paese resiste è grazie alle nostre piccole imprese

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Le notizie lanciate dai media in questi giorni sull'andamento dell'occupazioni sono confortanti. Da una lato l’Istat che comunica come nel mese di giugno gli occupati siano aumentati dello 0,3 per cento. Dall'altro, uno studio CNA conferma che nel primo semestre 2016, l’occupazione nell’artigianato cresce del 2,5 per cento nelle micro e piccole imprese. Il primo dato è un plauso ai lavoratori indipendenti, ovvero a coloro che un posto di lavoro se lo sono conquistati a proprie spese, creandosi un’attività.

In generale l’occupazione cresce (+ 71 mila nuovi lavoratori a giugno), ma aumenta anche il numero di chi cerca lavoro senza trovarlo (tasso di disoccupazione all’11,6 per cento). Resta un dato incontrovertibile. Che se resistiamo con grandissima difficoltà, è proprio grazie alle piccole imprese che hanno ripreso ad assumere e ai giovani che avviano un’attività. Dunque, artigiani, micro e piccole imprese confermano il ruolo trainante per il mondo del lavoro in Italia.

Veniamo ai numeri. Nel primo semestre di quest’anno hanno registrato una crescita dell’occupazione pari a circa il 2,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2015. Con una differenza da non sottovalutare: nei primi sei mesi dell’anno scorso la crescita dell’occupazione era stata alimentata dalla sostanziosa decontribuzione riconosciuta alle imprese per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, poi fortemente ridimensionata nel 2016. Lo rileva l’Osservatorio mercato del lavoro CNA, curato dal Centro studi della Confederazione, che analizza mensilmente l’andamento dell’occupazione in un campione di 20.500 imprese artigiane, micro e piccole con oltre 120 mila dipendenti. Dall’analisi emerge che il risultato positivo è stato garantito soprattutto dalla stabilità registrata all’interno delle imprese di piccole dimensioni. L’Osservatorio segnala infatti che nei primi sei mesi del 2016 il turn over della forza lavoro delle micro e piccole imprese, si è fortemente ridotto rispetto allo stesso periodo del 2015. Se, da un lato, c’è il calo delle assunzioni a tempo indeterminato, che le imprese avevano realizzato soprattutto nel 2015 usando gli incentivi governativi (nel primo semestre 2016 sono diminuite del 9,3 per cento rispetto al primo semestre 2015), dall’altro calano anche le cessazioni (che sono crollate nello stesso periodo del 13,7 per cento), a dimostrazione che la base occupazionale si è stabilizzata in presenza di una fase congiunturale finalmente positiva.  E’ un importante messaggio di fiducia: in presenza di una fase congiunturale anche solo moderatamente espansiva, artigiani, micro e piccole imprese evitano tagli all’organico.