INTERROGAZIONE CONTRO ABUSIVISMO AL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO. APPROVED

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Un'altra piccola vittoria contro l'abusivismo nel settore del benessere. Anche il Ministero dello sviluppo economico ha risposto positivamente ad alcuni punti presentati all'interrogazione dell'onorevole Gessica Rostellato e degli altri deputati che sostengono questa importante causa.  Le dinamiche delle prestazioni abusive dovute a crisi prolungata del mercato, a un'insufficiente integrazione culturale di fasce di immigrazione provenienti da paesi extra UE, a una regolamentazione legislativa i cui confini non sono ben definiti, vanno analizzate e contrastate. "Non si tratta solo di stranieri, come ha risposto il Ministero - il commento della deputata Gessica Rostellato, prima firmataria dell'interrogazione - il fenomeno è estremamente diffuso anche tra le italiane”. "Accogliamo le osservazioni del Ministero dello sviluppo -osserva Guerrino Gastaldi, presidente di CNA Padova-, che si dimostra concorde nella volontà di sostenere la nostra campagna per la legalità e di riforma della normativa vigente. Lo stesso Ministero nell'ambito di una ricognizione della riforma generale delle professioni, ha dimostrato l'intenzione di avviare un’attenta riflessione sull’ipotesi di una parziale riformulazione delle normative in vigore”. Questo è l'unico modo per rispondere all’esigenza di una maggiore apertura del mercato con una più efficace delimitazione dei vincoli all'esercizio legale delle attività professionali in questione."E' stata molto apprezzata e riconosciuta incisiva, seppur non risolutiva, la proposta di azioni e campagne di informazione volte a sensibilizzare i cittadini, potenziali fruitori dei servizi resi abusivamente circa i rischi derivanti dal mancato rispetto delle norme igienico-sanitarie e in materia di formazione professionale, in caso di fruizione dei servizi da operatori abusivi", aggiunge Silvia Veronese, responsabile categoria Benessere."Sono soddisfatta per l'apertura sulla campagna informativa, ma a mio parere, le sanzioni andrebbero comunque aumentate essendo importi che vanno da 516,00 a 1.032,00 euro fermi dal 1991. Oltretutto molte di loro praticano l'attività nella loro casa e non presso i clienti: bisognerebbe cercare di individuare e sanzionare almeno quelle”, prosegue Rostellato. Sulla durata dei percorsi formativi il Ministero rimane convinto che l’attuale formazione prevista dalla normativa vigente è già in grado di determinare un livello professionale degli operatori idoneo all’esercizio dell’attività professionale. Pertanto rendere il percorso più professionalizzante, ma più complesso a detta del Ministero, potrebbe accrescere gli spazi dell’abusivismo e di comportamenti anticoncorrenziali, ottenendo di fatto un risultato opposto a quello atteso. "Questa affermazione è vera fino a un certo punto, altrimenti sarebbe vero anche per altre professioni.  Al di là di ciò, è importante aumentare la professionalità degli addetti e al contempo combattere l'abusivismo. Ricordo che da tale abuso lo Stato perde ogni anno milioni di euro in termini di contributi evasi e tasse non pagate, per non parlare poi, dei costi sanitari sostenuti per curare i danni arrecati ai clienti degli abusivi", conclude Rostellato."Che non fosse una battaglia facile lo sapevamo. Passo dopo passo, stiamo costruendo una nuova strategia comune che comunque, magari non proprio come pensavamo, segnerà una svolta positiva nella risoluzione di criticità cronicizzate che vanno risolte, se vogliamo vedere le nostre piccole aziende del benessere crescere in un contesto di concorrenza leale e costruttiva", aggiunge Gastaldi."Siamo solo all’inizio di una riforma che richiede riflessione e pazienza. Subito dopo la pausa estiva avvieremo una concertazione con gli enti preposti ai controlli per rivedere e definire una proposta di modifica di legge”, chiude Veronese.