MODIFICA DI LEGGE REGIONALE ATTIVITA’ ONICOTECNICA, NULLA DI FATTO

Print Friendly and PDF

La modifica di legge regionale sull’attività di onicotecnica, approvata con un bliz senza aver interpellato le associazioni di riferimento delle imprese artigiane del benessere, nell’ultimo consiglio regionale dello scorso anno, purtroppo non è stata impugnata dal Governo. Gli uffici dei ministeri che dovevano esprimersi, hanno fatto sapere che il ministero della salute (che doveva dare il via all’impugnativa) non ha ritenuto che vi fossero motivi per contestarlo. Per cui a nulla sono valsi gli sforzi di presentare un’interrogazione sottoscritta da 35 deputati.A questo punto, trascorsi i sessanta giorni, la modifica di legge regionale diventa attuativa.  Resta che è talmente farraginosa la questione che per ora, se qualcuno volesse aprire un’attività di sole unghie, si troverà ad affrontare un rimbalzo di scarica responsabilità senza venirne a capo. "A tutti gli effetti i requisiti formativi non sono stati definiti, le ASL non ne sanno nulla (così almeno dicono) e non è ufficiale nessun nuovo vademecum di norme igienico sanitarie create ad hoc, né comunicazioni in merito. Le camere di commercio baipasseranno il tutto ai comuni i quali chiameranno le ASL o gli uffici regionali i quali non hanno ancora nessuna direttiva in proposito”, dichiara Roberto Buson presidente CNA Padova benessere. "Comunque aprire un’attività oggi richiede un investimento importante. Credo che chi fa unghie a casa o a domicilio, non si scomporrà e continuerà a farlo ignorando la nuova legge regionale. Del resto queste attività illegali, hanno libero accesso al web dove senza nessun rischio vengono promosse con tanto di foto, listino prezzi, indirizzi…, chiude Buson. Certo non si starà in stallo. CNA e Confartigianato stanno creando un ponte tra le imprese e le proposte di modifiche che la Regione sta attuando su tutto il settore del Benessere.Alle recenti audizioni a Palazzo Ferro Fini della Terza commissione sanità sul progetto di legge regionale n° 88 relativo a discipline del benessere e bionaturali, gli interventi hanno evidenziato che la proposta del Veneto non tiene per nulla conto di quanto stia accadendo in merito a livello nazionale (è già stata presentata al Governo una modifica della legge 1/90 o di quanto già esista in altre regioni d'Italia. Questo problema interessa quasi 5000 aziende nel Veneto, 950 in provincia di Padova per un totale di circa 10.000 addetti nel Veneto e 2000 in provincia di Padova."La Legge Nazionale (la modifica della 1/90) ci salverebbe tutti.Chiediamo pertanto che venga ripreso in mano tutto il materiale sin qui elaborato dalla commissione sanità, lo si ridiscuta considerando cosa sta accadendo a livello nazionale. La revisione dovrà essere fatta con il contributo delle associazioni di categoria e delle discipline bio-naturali/olistiche per trovare un punto di incontro, senza che le diverse attività entrino in collisione", ha chiarito Silvia Veronese segretario categoria benessere CNA Padova. La terza commissione sanità ha rinviato qualsiasi decisione in merito.