ECONOMIA PADOVANA IN RIPRESA, MA L'ARTIGIANATO ANCORA IN CRISI

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E’ la vittoria di Pirro. Dall’analisi dei dati sull’andamento economico che l’osservatorio CNA Padova ha elaborato, si ricava che il saldo delle imprese del padovano nel 2016 (tra iscritte e registrate) è positivo, ma tra questo risultato e dire che è iniziata la ripresa economica, c’è ancora molta strada da fare. La verità è che le imprese del nostro tessuto economico sono ancora in difficoltà. Infatti, le attive calano dello 0,8%, (88.615 il numero di aziende attive nel 2016 contro le 89.350 nel 2015) dato in contro tendenza a quello nazionale che evidenzia una stabilità imprenditoriale rispetto alla fine del 2015. Nel mezzo si colloca il dato economico regionale. In Veneto alla fine del 2016 si registra un -0,5%. Veniamo all’artigianato che a Padova ha subito una contrazione del numero di imprese dell’1,5%, in questo caso in linea col dato regionale e nazionale. Nel 2015 le aziende artigiane erano 26.447, nel 2016 passano a 26.043. "Le difficoltà che interessano il mondo imprenditoriale permangono e persistono in maniera generale, -osserva Guerrino Gastaldi, presidente di CNA Padova.- Se analizziamo i settori che soffrono ancora troppo e i comparti che caratterizzano la nostra economia, arriviamo a capire perché si fatica a raggiungere una certa stabilità imprenditoriale. Ci preoccupa molto la crisi del comparto edilizia. Un settore che a Padova ha sempre rappresentato un'eccellenza e un bacino occupazionale importante. Forse dobbiamo fare di più, istituzioni e associazioni, per far crescere il sistema delle imprese con aggregazioni tra micro imprese e maggiore qualificazione professionale. Allo stesso tempo deve rimettersi in moto la filiera dei lavori pubblici che può favorire la ripresa del PIL, soprattutto se si investe in infrastrutture come banda larga e salvaguardia dell'assetto idrogeologico”. Sicuramente la provincia di Padova e in modo particolare il suo capoluogo, emergono come territorio attrattivo per tutto ciò che riguarda il sistema dei servizi, in modo particolare del terziario avanzato (tutti segni positivi da un +12,6% delle attività legate ai servizi finanziari, al +4,3% per le attività legate alla produzione di software, servizi informatici, a un +4,2% di assistenza sanitaria).I segni meno invece li troviamo affiancati al comparto casa (-3,2%) e legato a questo il -5,5% delle attività di ingegneria civile. Per passare a un’altra criticità ingessata da tempo, l’industria tessile che segna un -3,9%, e passare poi al -7,6% delle telecomunicazioni. In calo anche editoria, attività di produzione pubblicità e ricerche di mercato (-4,0%, -5,0%, - 5,4%). Si vanno sempre più delineando due blocchi di attività, uno che resta negativo e un altro che sta crescendo.  Resta che l’artigianato padovano, specializzato tanto nel settore del terziario avanzato quanto nel settore delle costruzioni, continua l’altalenante andamento tra meno e più. "Fare previsioni con questo quadro che poco si differenza da quello dello scorso anno, non è facile. Ci troviamo di fronte a un artigianato che dimostra di saper cogliere le sfide del futuro, perché si sta rivolgendo sempre più verso quei settori digitali che sono in maniera indiscussa, trainanti. Sono aziende giovani o aziende preesistenti che sono state in grado di reinventarsi, partendo dal saper fare. Però non si è ancora riusciti a dare una svolta innovativa ai settori più tradizionali, come le costruzioni, che potrebbero invece trovare nelle nuove tecniche costruttive e nei nuovi materiali, rivolti al tema della eco sostenibilità, il vero punto di svolta”, chiude Gastaldi.Notizie migliori sul fronte del lavoro. In provincia di Padova, con assunzioni in forte aumento (+1955), anche rispetto alla media veneta (-8360) e cessazioni in crescita, ma con ritmi più contenuti, dato confermato anche dalla dinamica delle crisi aziendali che vede coinvolti sempre meno lavoratori.