Riforma pensioni. Anticipo Ape per andare in pensione prima

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Cos'è l'anticipo APe? La misura principale introdotta dalla Riforma Pensioni  è l’anticipo pensionistico che prevede la possibilità di smettere di lavorare con tre anni e sette mesi di anticipo sull’età pensionabile, con un trattamento che poi si restituisce a rate quando si matura il diritto alla pensione vera e propria.  
Ci sono tre diverse forme di APe previste dalla manovra:
APe volontaria che funziona con il meccanismo sopra descritto.
APe Social, riservata a particolari categorie di lavoratori, il cui costo è a carico dello stato (e quindi non prevede restituzione)
APe Aziendale, che almeno in parte viene pagato dall’impresa e si può attivare in caso di ristrutturazioni aziendali.
Queste opzioni di pensione anticipata si applicano in via sperimentale dal primo maggio 2017 al 31 dicembre 2018.
Veniamo ai dettagli.
APe Volontaria: è un prestito corrisposto a quote mensili per 12 mensilità», a lavoratori in possesso di determinati requisiti, «fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, con rate di ammortamento mensili per una durata di venti anni. Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza.
Requisiti
63 anni di età e 20 anni di contributi,
- al massimo 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia,
- importo della futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’assicurazione generale obbligatoria. 
Possono chiederlo i dipendenti pubblici e privati, i lavoratori autonomi e gli iscritti alla gestione separata. Sono esclusi i liberi professionisti iscritti alle casse professionali di categoria.
Il trattamento è commisurato alla pensione maturata: il livello minimo e massimo saranno fissati da decreto attuativo. La durata minima del prestito è di sei mesi (quella massima 3 anni e 7 mesi).  
APe Social è, sostanzialmente, un’indennità pubblica di accompagnamento alla pensione di vecchiaia. Si rivolge a dipendenti pubblici e privati, autonomi, iscritti alla gestione separata. Non è utilizzabile dai professionisti iscritti alle casse private.
Requisiti 
-63 anni di età, massimo 3 anni e 7 mesi alla pensione di vecchiaia,
-non essere titolari di pensione diretta.
Inoltre, bisogna rientrare in una delle seguenti categorie:
- Disoccupati, che abbiano finito integralmente di percepire, da almeno tre anni, la prestazione per la disoccupazione loro spettante, senza più la relativa indennità da almeno tre mesi. Requisito contributivo: 30 anni.
-  Lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, a coniuge o parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave. Requisito contributivo: 30 anni.
- Invalidi civili con grado di invalidità pari o superiore al 74%. Requisito contributivo: 30 anni.
-Dipendenti che svolgono da almeno sei anni in via continuativa un lavoro gravoso. Requisito contributivo: 36 anni. L’indennità è corrisposta ogni mese per 12 mensilità all’anno, fino all’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia o comunque fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata. È pari alla pensione a cui il lavoratore avrebbe diritto al momento della richiesta, fino a un massimo di 1500 euro al mese. Se supera questa importo, la differenza in eccesso va poi restituita con il meccanismo di rate ventennali previsto per l’APe
APe Aziendale: è una forma di anticipo pensionistico che si attiva previo accordo con il lavoratore. Prevede che l’azienda, l’ente bilaterale o il fondo di solidarietà possano incrementare il montante contributivo individuale maturato versando all’INPS, in un’unica soluzione alla scadenza del pagamento dei contributi della prima mensilità di APE, un contributo correlato alla retribuzione percepita prima della cessazione del servizio, in modo da produrre un aumento della pensione che compensi in tutto o in parte gli oneri relativi alla concessione dell’APe. In pratica, il lavoratore dovrà poi restituire le rate, ma la pensione sarà più alta, e la proporzione fra le due cose di fatto dovrebbe ridurre, o azzerare, l’impatto delle rate.I requisiti di accesso e le procedure di accesso sono analoghe a quelle previste per l’APe volontaria. 

Per info contattare Patronato EPASA-ITACO al n. 049 8071599 o via mail:  padova@epasa-itaco.it  

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