MANOVRA ECONOMICA. Venti di primavera poco miti per le Pmi. Di tre miliardi, due sono a carico delle partite Iva

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Come si possono definire le nuove mosse del Governo per questa manovra “aggiusta conti” sul piano della scacchiera economica? La prima mossa: non si detrae più l’Iva, la seconda, si elimina il diritto di compensazione dei crediti, la terza, la cancellazione delle convenienti regole per la detassazione dei marchi del Made in Italy.
Volendo approfondire la questione, in tema di compensazioni dei crediti erariali, dall'entrata in vigore della manovra, i crediti Irpef, da addizionali, Irap e Iva, potranno essere compensati con altre imposte solo dopo la presentazione della relativa dichiarazione dei redditi e per importi sopra i 5.000 euro, solo con un visto di conformità apposto sulla dichiarazione stessa (soglia oggi fissata a 15.000 per i crediti diversi dall'Iva). 
"Ci rendiamo conto che tale adempimento costerà dai 150 ai 300 euro in più alle imprese? Inoltre, il congelamento dei termini per le compensazioni, farà sì che il credito Irpef scaturente dal periodo d'imposta 2017 e superiore a 5.000 euro, potrà essere utilizzato solo dopo la presentazione della relativa dichiarazione dei redditi, ovvero dopo settembre 2018”, precisa Guerrino Gastaldi, presidente di CNA Padova. 
La riduzione al diritto alla detrazione dell'Iva pagata sulle fatture d'acquisto, passa dai due anni, a uno. Volendo esemplificare: nel caso di una fattura datata 2016, ma non registrata nel 2016 (la cui Iva non è stata detratta per il 2016), con l’attuale normativa è possibile detrarre l'imposta relativa alla fattura entro aprile 2019 (termine di presentazione della dichiarazione Iva del 2° anno successivo al 2016, quindi relativa al 2018), mentre a seguito dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni, la detrazione dell’Iva relativa alla fattura in esempio, avrebbe potuto essere esercitata al massimo entro il termine di presentazione della dichiarazione Iva relativa al 2016, ovvero, entro il 28 febbraio 2017.  In questo modo l’imposta rischia di perdere uno dei suoi principi cardine, la neutralità, con annessi e connessi… Tra l'altro, ciò che lascia basiti è l'assenza, per entrambi i provvedimenti appena descritti, di un periodo di transizione. Le nuove regole dovranno applicarsi già alle dichiarazioni fiscali ormai alle porte. 
"Dobbiamo fare un accenno anche al famoso split payment, protagonista di questa manovra. Il tanto odiato meccanismo di liquidazione dell'Iva, si estenderà a professionisti, ad altre società controllate dallo Stato e non solo. Con l'inevitabile effetto collaterale della riduzione di liquidità e Iva a credito da compensare per le imprese. Poi un evidente passo indietro viene fatto anche riguardo agli aiuti per le imprese che reinvestono gli utili al loro interno. Infatti, l'orizzonte temporale su cui calcolare il bonus fiscale per la capitalizzazione delle imprese, viene ridotto. Lo stesso dicasi per le imprese che hanno sfruttato la cosiddetta Patent Box sui marchi. Con la correzione contemplata nella manovrina, questi ultimi vengono esclusi dal beneficio della detassazione", prosegue Gastaldi.
In questo contesto critico, non si tralasci poi la sempre più ambigua e inquietante funzione dei nuovi indicatori di affidabilità fiscale, eredi degli studi di settore, in vigore già per l'anno in corso ma ancora nei meccanismi, sconosciuti ai più. 
Rebus sic stantibus, possiamo dire che questa manovra non infici sulle attività delle piccole imprese? C’è ancora un dato che non torna. Le entrate tributarie erariali versate con modello F24 nel periodo gennaio-novembre 2016, il Mef, le dà in crescita del 3,6% rispetto al 2015, nonostante il numero delle partite IVA, per lo stesso periodo di riferimento, sia in calo del 5-10%.
"Non possiamo più lasciarci scappare le informazioni sulle opportunità riservate alle imprese. Sull'innovazione con la nuova Sabatini, possiamo usufruire di finanziamenti importanti. Dobbiamo costantemente tenerci informati e non avere paura di chiedere, di provare, di trovare porte chiuse. Sembra che tutto stia remando contro la nostra volontà di andare avanti e di migliorare, ma la cultura d'impresa e la necessità di cavalcare il cambiamento, dobbiamo farle nostre" chiude Gastaldi. Sulla manovra, lasciamo al lettore le considerazioni del caso.