Acconto IMU, altro schiaffo per le imprese

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Altra scadenza svuota tasche per le imprese. Prima rata IMU per prime case di lusso e immobili diversi dall’abitazione. Per le imprese è una bella sberla. L’anno scorso ha incassato dai Comuni della provincia di Padova 226 milioni di euro (225.704.959), pari a 241 euro per abitante, a cui va aggiunta la quota di competenza dello Stato centrale, arrivando a un gettito complessivo stimato in circa 277 milioni di euro.

“Ancora sacrifici richiesti che sono oltremodo gravosi in una fase in cui si sta cercando a fatica di far ripartire le attività delle nostre aziende e i consumi delle famiglie”, precisa Guerrino Gastaldi, presidente CNA Padova.

Negli anni della crisi, tra il 2008 e il 2016 il valore aggiunto generato dalla provincia di Padova è calato dell’1,1%, il reddito disponibile del -4,1% e i consumi del -2,0%.

Va rilevato come la tassazione di questa provincia si collochi a livelli medi più contenuti rispetto al Veneto, dove la quota Imu di competenza comunale grava per 246 euro procapite e anche rispetto all’Italia dove il peso è quantificabile in 263 euro.

Ancora una volta lo sforzo fiscale maggiore è richiesto soprattutto alle imprese. I proprietari di capannoni, negozi, uffici e magazzini hanno pagato ai Comuni, nel 2016, mediamente 988 euro, a cui deve essere aggiunta la parte di competenza statale, che di fatto va a incrementare queste cifre di un ulteriore 25/30%.

“I tagli alle casse dei comuni negli anni si sono intensificati e siamo consapevoli della necessità di attivare leve di finanza locale per far funzionare la macchina amministrativa comunale. Tuttavia la crisi economica non è ancora superata. La pressione fiscale è sempre a livelli record e continua a gravare in maniera considerevole sulle imprese, soprattutto quelle del terziario di mercato e dell’artigianato. Con questo livello di pressione fiscale non solo si penalizzano le loro potenzialità di crescita, ma si mette a rischio la loro stessa sopravvivenza”, continua Gastaldi.

Il prelievo che grava sugli immobili strumentali delle imprese è una sorta di “tassazione occulta”, una tassa sulla tassa, dovuta all’indeducibilità dell’IMU dal reddito d’impresa. Le imprese, di fatto, vengono tassate più volte sugli immobili strumentali. La prima forma di imposizione a cui sono sottoposte è la tassazione IRPEF o IRES del reddito d’impresa o di lavoro autonomo che gli immobili strumentali contribuiscono a generare. A questa si aggiunge l’IMU: gli immobili strumentali vengono considerati dallo Stato una forma di patrimonio, alla stregua di una seconda casa, e quindi tassati, quando in realtà sono strumenti destinati alla produzione. Il tema non è ridurre la pressione fiscale, di cui ci sarebbe comunque bisogno, ma almeno evitare una doppia tassazione.

“I dati ci confermano una lenta ripresa del mercato che deve essere sostenuta perché non si traduca ancora una volta in un fuoco di paglia. La possibilità di rendere detraibile l’Imu rappresenterebbe una vera boccata di ossigeno per le nostre imprese, perché consentirebbe di rispondere in modo corretto all’adempimento fiscale, senza che questo di traduca esclusivamente in drenaggio di liquidità, oggi fondamentale per uscire dalla crisi. I soldi che le imprese devono accantonare per pagare l’Imu sarebbero reinvestiti nell’azienda e questa sarebbe una azione lungimirante concreta per il nostro sistema produttivo”, chiude Gastaldi.

Analisi territoriale dei dati IMU 2016: gettito complessivo dei comuni

 

PROVINCIA DI PADOVA

 

VENETO

 

ITALIA

gettito in euro

euro per
abitante

 

gettito in euro

euro per
abitante

 

gettito in euro

euro per
abitante

TOTALE GETTITO IMU

225.704.959

241

 

1.208.326.485

246

 

15.912.669.592

263

Fonte: elaborazione su dati Dipartimento delle Finanze

Analisi territoriale dei dati IMU 2016: dettaglio per fattispecie e attività economica

 

 

PROVINCIA DI PADOVA

VENETO

ITALIA

gettito in euro

comp. %

euro per
contribuente

gettito in euro

comp. %

euro per
contribuente

gettito in euro

comp. %

euro per
contribuente

                   

Dettaglio IMU per fattispecie

                 

Abitazione principale (1)

874.670

0,4%

418

5.182.117

0,4%

450

78.929.254

0,5%

569

Altri fabbricati (2)

190.302.275

84,3%

988

1.014.645.441

84,0%

781

14.362.157.266

90,3%

836

Aree fabbricabili

22.783.097

10,1%

835

120.683.103

10,0%

794

945.832.314

5,9%

632

Fabbricati rurali

13.416

0,0%

91

51.137

0,0%

120

3.147.790

0,0%

454

Terreni

9.613.741

4,3%

109

56.995.133

4,7%

155

457.755.999

2,9%

170

Sanzioni ed interessi

2.117.761

0,9%

392

10.769.556

0,9%

316

64.846.981

0,4%

215

                   

Dettaglio IMU per attività economica

                 

Agricoltura

n.d.

n.d.

n.d.

103.649.750

8,6%

862

976.484.022

6,1%

936

Commercio

n.d.

n.d.

n.d.

88.015.489

7,3%

1.079

1.111.607.943

7,0%

1.055

Industria

n.d.

n.d.

n.d.

125.398.543

10,4%

1.611

1.345.957.882

8,5%

1.789

Servizi privati

n.d.

n.d.

n.d.

303.193.062

25,1%

1.983

4.050.756.904

25,5%

2.101

Servizi pubblici

n.d.

n.d.

n.d.

42.724.774

3,5%

1.760

676.450.630

4,3%

1.772

Ulteriori attivita'

n.d.

n.d.

n.d.

545.344.868

45,1%

584

7.751.412.208

48,7%

631

Fonte: elaborazione su dati Dipartimento delle Finanze

(1) abitazioni di pregio, classificate nelle categorie catastali A1, A8 e A9

(2) comprende seconde case, uffici, negozi, magazzini e box auto non pertinenziali

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