La manovra correttiva 2017 ora è legge

Print Friendly and PDF

Con l’approvazione definitiva del DL 50/2017 (Manovra correttiva 2017) si confermano alcune novità che erano state anticipante nei giorni scorsi. Split payment per le cessioni dei beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti di enti pubblici; compensazione dei crediti tributari, detrazione Iva fatture di acquisto e la sostituzione dei vecchi voucher con il libretto famiglia e la prestazione occasionale. 

SPLIT PAYMENT
Il meccanismo dello “Split Payment” è applicabile alle cessioni di beni /prestazioni di servizi effettuate (dalle imprese) nei confronti degli Enti Pubblici. Tale meccanismo prevede che sia l’Ente Pubblico a dover versare l’Iva esposta in fattura, direttamente all’erario (e non il fornitore che ha emesso la fattura). Quest’ultimo emette la fattura riportando la dicitura “Scissione dei pagamenti – art. 17 ter DPR 633/72”.
A decorrere dal 1° luglio 2017 si allarga la platea dei soggetti destinatari dello “Split Payment”, anche se non è prevista la pubblicazione di un elenco di soggetti interessati dallo Split Payment. Chi cede beni e servizi potrà richiedere ai propri clienti il rilascio di un documento attestante la loro riconducibilità ai soggetti per i quali si applicano le disposizioni sullo Split Payment.
In via generale comunque, con la conversione in Legge, lo Split Payment deve essere applicato anche nei confronti di enti e società appartenenti alla Pubblica Amministrazione, imprese controllate in via diretta o indiretta dallo Stato, società quotate inserite nell’Indice FTSE MIB della Borsa Italiana. 
-enti e società appartenenti alla Pubblica Amministrazione (tra cui rientrano gli enti di ricerca, società pubbliche come Sogei e Consip e autorità indipendenti come Anac, Agcom e Consob);
-imprese controllate in via diretta o indiretta dallo Stato (Presidenza del Consiglio dei Ministri e Ministeri) e dagli enti locali (Regioni, Province Città Metropolitane, Comuni e Unioni di Comuni);
-società quotate inserite nell’Indice FTSE MIB della Borsa Italiana (il Ministero Economia e Finanze con specifico Decreto potrà individuare un indice alternativo di riferimento per il mercato azionario).
Altra novità è quella che riguarda i servizi effettuati dai professionisti, finora esclusi dall’applicazione dello Split Payment: dal 1° luglio anche i professionisti che effettuano operazioni nei confronti delle pubbliche amministrazioni e degli altri soggetti interessati dovranno applicare il meccanismo dello Split Payment.
Con appositi Decreti verranno stabilite le relative disposizioni di attuazione (i decreti sono ora allo studio del Ministero). Dal 1° gennaio 2018 si accelerano i rimborsi da conto fiscale per i soggetti che devono applicare lo split payment (un apposito decreto darà attuazione a questa disposizione).
Sono esclusi dallo Split Payment gli enti pubblici gestori del demanio collettivo (ma limitatamente alle cessioni di beni /prestazioni di servizi afferenti alla gestione dei diritti collettivi di uso civico).

COMPENSAZIONI DI CREDITI TRIBUTARI IN F24
Le imprese e professionisti (titolari di partita iva) hanno l’obbligo di utilizzare la delega F24 telematica (servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia Entrate come “entratel”) quando compensano un credito erariale: Iva annuale o infrannuale, imposte sui redditi, addizionale, ritenute alla fonte, imposte sostitutive delle imposte sui redditi e crediti da indicare nel quadro RU della dichiarazione redditi, a prescindere dall’importo del credito utilizzato (anche inferiore a 5.000 euro). L’obbligo in esame non sussiste per i crediti rimborsati dal datore di lavoro a seguito di liquidazione del 730 e il bonus Renzi (in tal caso è possibile utilizzare ancora home bancking, a meno che la delega non contenga anche altri crediti soggetti all’obbligo del mod. F24 telematico).

DICHIARAZIONI FISCALI CON CREDITO SUPERIORE A EURO 5.000 DA UTILIZZARE IN COMPENSAZIONE F24 PER TRIBUTI DIVERSI/CONTRIBUTI
E’ necessario il visto di conformità sulla dichiarazione IVA/REDDITI/IRAP quando la dichiarazione chiude con un credito annuale superiore a euro 5.000 e si intente utilizzarlo in compensazione per tributi diversi/contributi.

DETRAZIONE IVA FATTURE DI ACQUISTO
Viene ridotto il termine entro il quale l’iva sulle fatture di acquisto di beni e servizi può essere portata in detrazione. Leggi tutto
Ora la detrazione dell’iva è esercitata, al più tardi, con la dichiarazione Iva dell’anno in cui sorge il diritto alla detrazione (e non più con la dichiarazione del 2° anno successivo) e alle condizioni esistenti al momento della nascita del medesimo diritto.
La registrazione della fattura deve essere eseguita anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta, e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.
La novità si applica a partire dalle fatture e bollette doganali emesse dal 1° gennaio 2017.
Per fare un esempio: l’iva relativa a una fattura datata 30.09.2017 potrà essere portata in detrazione, al più tardi, con la Dichiarazione iva relativa all’anno 2017 (da presentare entro il 30.04.2018).

ACE
Viene ulteriormente ridotta la misura del rendimento nozionale ACE (già abbassata dalla Legge di Bilancio 2017): dal 2017 la misura è fissata all’1,6% anziché 2,3%; dal 2018 è fissata all’1,5% in luogo 2,7%.
Le società di capitale ne devono tenere conto già in fase di acconto Ires 2017 (su base storica 2016).

INDICI SINTETICI DI AFFIDABILITA’ FISCALE –ISA
A seguito dell’abrogazione degli studi di settore dal 2017, vengono introdotti gli “Indici sintetici di affidabilità fiscale”, cui sono collegati livelli di premialità per i contribuenti più “affidabili”.
Gli “Indici sintetici” sono approvati con decreto MEF entro il 31.12 del periodo di imposta per il quale sono applicabili e sono soggetti a revisione ogni due anni; un provvedimento da emanare entro il mese di gennaio di ciascun anno, individuerà le attività economiche interessate dagli indici.
Il regime premiale consiste ad esempio nell’esonero del visto di conformità sulle dichiarazioni iva/redditi/irap a credito o a rimborso (rispettivamente fino a euro 50.000 per iva, e 20.000 per imposte redditi o irap); esclusione dall’applicazione della normativa sulle società non operative; anticipazione dei termini di decadenza per l’attività di accertamento; esclusione dall’accertamento sintetico in presenza di alcuni parametri.

STERILIZZAZIONE CLAUSOLE IVA
Confermata la revisione della clausola di salvaguardia iva prevista dalla legge Finanziaria 2015 in materia di incremento aliquota iva.
In particolare:
-l’aliquota iva del 10% passa all’11,5% nel 2018, al 12% nel 2019 e al 13% dal 2020;
-l’aliquota iva del 22%, passa al 25% nel 2018, al 25,40% nel 2019, al 24,90% nel 2020 e al 25% dal 2021.

CHIUSURA DELLE LITI FISCALI
Viene prevista la definizione agevolata delle liti pendenti (controversie pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in cassazione oltre che quelli pendenti presso le commissioni tributarie).
L’agevolazione consiste nel pagamento di tutti gli importi di cui all’atto impugnato e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo, calcolati fino al sessantesimo giorno successivo alla notifica dell’atto, escludendo le sanzioni collegate al tributo e gli interessi di mora. Leggi tutto.
L’interessato deve presentare la domanda entro il 30.09.2017 ed il versamento di quanto dovuto va effettuato in 3 rate (40% entro il 30.09.2017, 40% entro il 30.11.2017 e 20% entro il 30.06.2018); non è ammesso il pagamento rateale se gli importi dovuti non superano euro 2.000.

CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE E LIBRETTO FAMIGLIA AL POSTO DEI VOUCHER
Due strumenti sostituiscono i vecchi voucher: per le famiglie, il libretto famiglia, per le aziende, il nuovo contratto di lavoro occasionale.
Il prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, non potrà ricevere nel corso di un anno civile compensi superiori a 5000 euro, con l'ulteriore limite che non potrà ricevere più di 2.500 euro dallo stesso utilizzatore. 
Il libretto famiglia
Si tratta di un libretto nominativo prefinanziato reperibile attraverso una piattaforma gestita dall'Inps ovvero presso gli uffici postali, mediante il quale le famiglie potranno remunerare i piccoli lavori domestici (da colf a babysitter a badanti), ivi compresi i lavori di giardinaggio o manutenzione, così come le ripetizioni scolastiche private. Per le famiglie la prestazione sarà retribuita con buoni orari dal valore di 12 euro, cui si andrebbero a sottrarre i contributi a carico del lavoratore (1,65 all’INPS, 0,25 per l’assicurazione contro gli infortuni). Entro il terzo giorno del mese successivo allo svolgimento della prestazione, il capo-famiglia deve comunicare, tramite l’apposita piattaforma istituita presso l’INPS, i dati identificativi del prestatore, il compenso pattuito, il luogo di svolgimento e la durata della prestazione, "nonché ogni altra informazione necessaria ai fine della gestione del rapporto". I compensi percepiti dal lavoratore saranno esenti da imposizione fiscale e non incideranno sullo stato di disoccupazione. Quanto al tetto per le famiglie non sarà possibile superare i 5mila euro annui.
Il contratto di prestazione occasionale
La prestazione occasionale costituisce un vero e proprio contratto di lavoro per le imprese che potranno ricorrere a prestatori entro un tetto di 5mila euro annui. Il lavoratore inoltre, non potrà avere in corso o aver cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o una collaborazione con lo stesso datore lavoro. Altri limiti riguardano il fatto che il nuovo contratto non può essere utilizzato dalle aziende con più di 5 dipendenti, né del settore dell'edilizia e per prestazioni inferiori alle 4 ore. Inoltre la gestione è stata affidata a un portale facente capo all'Inps, che si occuperà della registrazione, dell'accredito e dell'erogazione dei compensi, oltre che del versamento dei contributi e dell'assicurazione. Quanto ai diritti, rispetto ai vecchi voucher, il compenso sarà più alto: 9 euro netti l'ora in luogo dei precedenti 7,50 euro. A salire è anche la quota contributiva a carico del datore di lavoro (33%). Il prestatore è coperto da contributi previdenziali e assicurazione Inail e la prestazione è esentasse.
Obblighi e sanzioni
Per quanto concerne le sanzioni, per i "datori" che superano il tetto fissato o la durata della prestazione (che non può superare le 280 ore in un anno), il rapporto occasionale si trasforma in contratto di lavoro a tempo indeterminato. La violazione degli obblighi di comunicazione invece, fa scattare una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per ogni prestazione.