LEGGE DI BILANCIO 2018. NESSUNA MISURA PER RIDURRE LA PRESSIONE FISCALE

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La manovra di Bilancio per il 2018 porta in dote agli artigiani e alle piccole imprese molte conferme relative al sostegno degli investimenti, ma non affronta il nodo cruciale della elevata pressione fiscale sulle imprese.
Riconfermate le AGEVOLAZIONI PER GLI INVESTIMENTI collegati al piano Impresa 4.0, il BONUS per le ristrutturazioni e gli interventi di efficienza energetica e SGRAVIO CONTRIBUTIVO per i giovani assunti con contratto a tempo indeterminato. E LA PRESSIONE FISCALE? Obnubilata ed esaurita con la sterilizzazione del previsto aumento dell’IVA.
“Ci rammarichiamo per la retromarcia su due misure introdotte lo scorso anno a favore delle piccole imprese: il differimento dell’entrata in vigore dell’IRI, che sottrae due miliardi di alleggerimento della pressione fiscale e la mancata previsione del riporto delle perdite nel regime per cassa, che lo rende di fatto inutilizzabile. Nonostante la legge, le piccole imprese continueranno a pagare tasse su redditi non incassati”, commenta il presidente Guerrino Gastaldi.
Colpisce negativamente anche la modalità con cui è stata gestita, durante l’esame in Parlamento, la regolamentazione del contratto a tempo determinato, dove si è rischiato addirittura di rimetterlo in discussione. Si è finito per disperdere in mille rivoli le risorse disponibili, seguendo una prassi che pensavamo superata, anziché concentrarle verso poche, ma qualificate misure per il reale sviluppo del Paese. “Ci riferiamo in primo luogo alla deducibilità dell’IMU su capannoni, laboratori e negozi beni strumentali all’attività delle imprese. Una battaglia di civiltà fiscale che continueremo a sostenere con determinazione nella prossima legislatura”, chiude Gastaldi.