ISTAT. PIL ANCORA IN CRESCITA, MA RALLENTA IL RITMO

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Tra +0,5 e +0,6% secondo l’indicatore anticipatore a dicembre
I venti di crescita continuano a farsi sentire. I ritmi sono più contenuti rispetto ai due mesi precedenti, ma lasciano prevedere un costante e progressivo ritmo di crescita dell'economia. Lo rileva l'Istat nella nota mensile di dicembre. Dalle tabelle si evince che l'indicatore anticipatore segna nell'ultimo mese dell'anno una crescita mensile tra lo 0,5 e lo 0,6%.
Siamo comunque, ancora lontani dal tasso di disoccupazione pre-crisi, nonostante la significativa riduzione a metà del 2015. E' quanto rileva l'Istat nella nota mensile, sottolineando che a ottobre 2017 il tasso di disoccupazione è ancora 4,3 punti percentuali superiore al livello di agosto 2008, una distanza superiore sia a quella dell'area euro (+1,2 punti percentuali) sia a quella della Francia (+1,9 punti percentuali).
Vediamo i dati relativi alla produzione industriale. L'indice dei prezzi alla produzione dell'industria a novembre aumenta dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 2,5% nei confronti di novembre 2016. Sul mercato interno i prezzi alla produzione dell'industria aumentano dello 0,4% rispetto a ottobre e del 2,8% su base tendenziale. Al netto del comparto energetico, si registrano incrementi dello 0,1% (in termini congiunturali) e del 2,0% rispetto a novembre 2016. Per il mercato estero si rileva un aumento dello 0,2% rispetto al mese precedente (0,2% per l'area euro e dello 0,3% per quella non euro). In termini tendenziali si registra una crescita dell'1,7% (+2,1% per l'area euro e +1,4% per quella non euro).

“Ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere prima di poter consentire alle nostre aziende di lavorare con una certa tranquillità, senza acqua alla gola. Prima di poterci dedicare a una programmazione del lavoro che ci permetta di poter fare con tranquillità investimenti e strategie di sviluppo. Si aggiunge il problema degli aumenti dell’energia elettrica e del gas che già gravano pesantemente nei bilanci delle aziende. Si prevede un aumento del 5% (e forse qualcosa di più) che si va ad aggiungere al 3,2% dell’aumento delle tariffe autostradali. Le premesse ci sono, le basi anche per una crescita complessiva. Si dovrà stringere i denti ancora per un po’”, chiude Gastaldi.