Targa Prova. Una circolare getta scompiglio nel settore automotive

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Una presa di posizione che rischia di tagliare le gambe a migliaia di operatori del settore automotive che commerciano in auto usate, concessionarie ufficiali, rivenditori indipendenti e autoriparatori: no alla circolazione con targa prova di auto immatricolate ma non assicurate.

Il Ministero dell’Interno – Dipartimento pubblica sicurezza ha emesso un parere – prot.300/A/2689/18/105/20/3 del 30 marzo 2018 – in cui si esprime sull’utilizzo della targa prova affermando che “ … l’autorizzazione alla circolazione di prova di cui all’art. 98 del Codice della Strada abbia il solo scopo di evitare di munire di carta di circolazione un veicolo che circola su strada per determinate esigenze. …”

“ … La finalità è, perciò, consentire agli autoveicoli, motoveicoli, rimorchi, macchine agricole e macchine operatrici di circolare senza necessariamente essere immatricolati. Il fatto che tra i soggetti che possono richiedere l’autorizzazione alla circolazione di prova siano inclusi anche gli esercenti di officine di riparazione e di trasformazione, non implica affatto che il titolo autorizzativo in esame possa anche servire per la circolazione di veicoli immatricolati non revisionati, privi di assicurazione RCA o quant’altro. …”

Con tale provvedimento quindi NON è più consentito l’utilizzo della targa prova per testare un veicolo in riparazione o per far provare il veicolo al cliente prima della vendita. Com’è possibile consegnare un veicolo al cliente, dopo la riparazione, senza averlo provato? Oppure stabilire se il veicolo stesso sarà idoneo o meno alla revisione periodica?

Attenzione perché nel frattempo la Polizia Stradale sta effettuando controlli e infliggendo sanzioni proprio sulla base di tale provvedimento.

Si rischia una sanzione di 849 euro se l’assicurazione è scaduta da oltre 30 giorni (594,30 euro con lo sconto per chi paga entro 5 giorni) o di 212,25 se si riattiva dopo il 15 giorno ma non oltre il 30 giorno (148,58 se si paga entro 5 giorni).

Un principio, quello della circolazione di prova dei soli veicoli non immatricolati, che è stato ribadito recentemente dal tribunale civile di Vicenza (sezione II, sentenza del 22 febbraio 2016): "Il veicolo già targato, anche se circola per esigenze di prova, a scopo dimostrativo o per collaudo, non può esibire la targa prova e, se lo fa, gli eventuali danni derivanti dalla circolazione risponderà l'assicuratore del veicolo e non quello della targa prova”.

Riassumendo: se il veicolo non è immatricolato può circolare con la targa prova; se è immatricolato non può farlo. Se lo fa, la targa prova non copre, comunque, dalla mancata revisione né dall’assenza di assicurazione.

CNA Autoriparazione esprime il più fermo disappunto per la formulazione del citato provvedimento che sta creando notevoli disagi al settore automotive, agli operatori e alle imprese arrecando, di conseguenza, rilevanti danni economici. Inoltre avvierà, nelle sedi opportune, una serie di iniziative per consentire, senza alcun dubbio interpretativo, l’utilizzo della targa prova per tutte quelle attività che necessitano di un collaudo tecnico con prova su strada del veicolo.