Forme utili e uniche. Dal Santo in mostra a Este

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Il maestro Alfredo Dal Santo, in mostra dal 16 giugno a Este, in Pescheria Vecchia.
Si ripresenta alla sua città, con una personale “Le forme utili”, il poliedrico maestro d’arte atestino con quarant’anni di attività. Conosciuto in tutta la regione per le sue ‘variazioni’ artistiche e per una passione quasi fisica per la materia, grazie a una collezione di mostre che lo hanno reso famoso come ceramista, pittore, ‘manipolatore’ della materia e ora anche come arredatore.
La mostra si inaugura sabato alle 18.00 e resterà aperta fino al primo luglio.
“Le forme utili” ci mostrerà un Alfredo ‘innovativo’,  un artigiano che ama sperimentare nuove forme d’arte. In mostra 50 lavori, tra proposte di arredo, oggetti d’uso comune e pannelli luminosi da parete.
“Sono elementi di arredo collegati al mio modo di lavorare. Un compendio di ceramica, legno, cristallo e ferro per creare opere che hanno richiesto quasi un anno di lavoro. Vorrei che si cogliesse da questa mostra che ogni mia opera nasce da un’idea ispirata dalle forme. Un pezzo di legno per esempio. C’è anche molta progettazione e cura per la materia”, osserva Dal Santo.
Questa mostra è il risultato dell’esperienza legata alla produzione ceramica, alla suggestione dei materiali, con un occhio di riguardo al design di qualità.
Sono pezzi unici, quasi dei prototipi che hanno la forza e l’energia artistica di connotare un ambiente, una stanza, una casa e capaci di creare un focus, un punto di interesse che diventa attrazione.
“Mi considero un artigiano con orgoglio (associato CNA da più di 30 anni). L’arte, lo stile, sono elementi che contraddistinguono il mio essere artigiano della ceramica, prima di tutto”, prosegue Alfredo.
Infatti, con questa mostra Dal Santo è riuscito a coniugare più mestieri artigiani.
“Avevo bisogno di realizzare qualcosa che mi mettesse in contatto con altri mestieri. Queste opere sono il frutto di un lavoro d’equipe con falegnami, fabbri, vetrai. Altri miei colleghi artigiani.
Insieme alla ceramica, i complementi d’arredo che saranno presentati nella personale, troveremo che legno, ferro e cristallo possono convivere in un’armonia di forme unica e irripetibile.
“Questa è una nuova esperienza, un altro volto di una stessa potenzialità, un’opportunità di ricerca dell’esperienza, di cui nonostante gli anni, ho bisogno di alimentarmi. Avevo bisogno di lavorare con altri materiali e di misurarmi nel dare loro una forma nuova e utile”, conclude il maestro.