DECRETO DIGNITÀ LE NOVITÀ PER I DATORI DI LAVORO

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Il Consiglio dei Ministri, il 2 luglio scorso ha approvato il Decreto Dignità. Si rimane in attesa della pubblicazione del Decreto stesso in Gazzetta Ufficiale che entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione. Vediamo nei dettagli cosa cambia per i datori di lavoro.

Contratto a termine
La causale non sarà più necessaria solo se la durata del primo contratto a termine è inferiore a 12 mesi; sarà necessaria per assunzioni di durata almeno di 12 mesi e in tutti i casi di rinnovo (cioè di riassunzione a termine).
Per la proroga sarà ridotto da cinque a quattro il numero di proroghe possibili nell’ambito della durata massima.
Il termine al contratto dovrà risultare “direttamente” ossia precisato nel contratto scritto; nei casi di rinnovo va precisata l’esigenza che consente la stipula del contratto a termine.
Il contributo addizionale sale dall’1,4 al 1,9 su tutti i rinnovi di contratti a termine
Sulla durata massima dei contratti a termine è ancora in dubbio se il decreto prevedrà una riduzione da 36 a 24 mesi.
Ricorsi
Passa da 120 a 270 giorni il termine per impugnare il contratto a termine.
Somministrazione
Alla Somministrazione a termine si applica la stessa disciplina del contratto a termine.
Vincolo incentivi
Scatta il divieto di delocalizzazione per cinque anni alle imprese che ricevono incentivi pubblici.
Obbligo di mantenere il personale impiegato presso l’unità produttiva agevolata o gli addetti all’attività interessata dalle agevolazioni per un periodo, a partire dall’ultimazione dell’iniziativa, pari a cinque anni.
Incremento indennità di licenziamento
Applicato un aumento delle somme che l’azienda sarà obbligata a riconoscere al lavoratore in caso di procedimento espulsivo non assistito dai necessari estremi; si passa da un importo “non inferiore a sei (anziché le attuali 4) e non superiore a trentasei (anziché le attuali 24) mensilità.