Rischio paralisi attività dei Centri di revisione auto

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Andiamo alla fonte. La revisione periodica del veicolo è un controllo obbligatorio per legge (codice della strada) che si fa dopo il quarto anno dall’immatricolazione, e poi ogni due anni, pena una sanzione amministrativa che va da 159 a 639 euro con sospensione della carta di circolazione e fermo del veicolo.
Se la revisione è scaduta da più anni la multa può andare da 1.842 a 7.396 euro.
La revisione costa 66,88 euro così suddivisi:

-      45 euro il costo della revisione

-      9,90 euro di IVA

-      10,20 euro di diritti della motorizzazione

-      1,78 euro per il bollettino postale

Ogni anno circa 15milioni di auto devono essere revisionate presso i centri autorizzati che ad oggi sono oltre 8.500.
Ogni centro di revisione deve avere un Responsabile tecnico che oggi, dopo l’entrata in vigore della direttiva si chiama Ispettore, che firma l’esito della revisione.
La direttiva comunitaria del 2014 è stata recepita con decreto ministeriale a maggio 2017. Ad oggi mancano tutti i decreti attuativi nonostante il decreto di recepimento sia ormai legge. Un decreto che modifica alcune procedure precedenti, come per esempio la sostituzione temporanea dell’Ispettore.
Il Ministero continua però a ritardare l’emanazione dei decreti attuativi, ovvero le regole e le procedure di attuazione della direttiva, ma nel frattempo ha sospeso i corsi di formazione per i Responsabili tecnici/ispettori a partire dal mese di maggio 2018.
I centri di revisione che hanno un unico responsabile tecnico, qualora dovesse venire meno per ferie o malattia o altri motivi, ad esempio il pensionamento, non potranno più erogare il servizio, perché le vecchie regole, che consentivano la sostituzione per 30 giorni in un anno con un dipendente dello stesso centro dotato di esperienza pluriennale, non sono più applicabili. Il centro è costretto a chiudere e gli automobilisti a fare la fila per la revisione dell’auto.