Padova e provincia capitali dello sviluppo digitale

Print Friendly and PDF

Domanda e offerta di digitalizzazione e Industria 4.0. La reazione del tessuto produttivo.
Il Terzo osservatorio sul terziario avanzato della provincia di Padova conferma come in Italia la strada per ridurre il  digital divide con l’Europa sia ancora lunga, ma anche che Veneto e soprattutto Padova rappresentano territori di eccellenza per la crescita dei servizi hi-tech.

Il nostro Paese rimane agli ultimi posti in Europa per livello di digitalizzazione: sta sicuramente evolvendo in senso positivo, ma a ritmi molto lenti, trainato nel 2018 solo dai servizi pubblici digitali. Alcuni gap con i nostri competitor europei si stanno riducendo, in primis per quanto riguarda la diffusione della banda larga e dell’utilizzo dell’e-commerce da parte delle imprese. In questo contesto Veneto e provincia di Padova si distinguono per virtuosità, con una consistenza di imprese del terziario avanzato al top nel Nordest e con una visione futura proiettata al continuo investimento ed orientamento alla digitalizzazione.

Giunto al terzo appuntamento annuale, l'Osservatorio sul terziario avanzato in provincia di Padova, promosso dalla CNA di Padova, in collaborazione con il Tavolo del Terziario Avanzato della CCIAA di Padova, ed inserito negli appuntamenti del Digital Meet 2018, pone l'accento sull'evoluzione delle imprese padovane in tema di digitalizzazione e processi Industria 4.0: imprese sempre più connesse, orientate ad un uso professionale dei "social", in espansione nel mercato dell'acquisto e vendita on-line. Se il "digital divide" appare in riduzione, la strada per colmare il gap con le aree europee più innovative è ancora lunga, ma il sentiero intrapreso sembra essere quello giusto.

Padova è sempre più capitale del terziario avanzato del Nordest, con oltre 6.300 imprese nel 2017 (+2,4% sull'anno precedente), 8 imprese su 100 del totale del tessuto economico, ed oltre mille imprese "Hi-Tech" in crescita più elevata della media veneta: nell’area nordestina solamente Bologna, area metropolitana da oltre 1 milione di abitanti e poco meno di 85 mila imprese, mostra una concentrazione superiore (9%).

Il nostro Paese nel 2018 è agli ultimi posti in Europa per livello di digitalizzazione: rimaniamo in 25a  posizione come nel 2017, dietro di noi ci sono solo Grecia, Bulgaria e Romania. Rispetto al 2017 perdiamo una posizione nella connettività (banda larga),nel capitale umano (uso di internet e competenze digitali) e integrazione delle tecnologie digitali (digitalizzazione delle imprese e commercio elettronico), mentre ne guadagniamo una nei servizi pubblici digitali. Va comunque rilevato che se nel 2007 solo il 25% delle famiglie italiane era raggiunto dalla banda larga (17 punti in meno dell’UE) ora siamo al 79% (85% in UE).

Nell’ultimo biennio si è ulteriormente ridotto il gap delle imprese italiane con quelle europee per la presenza sul web con un proprio sito (72% vs. 77%) e si è assottigliato anche il divario rispetto all’e-commerce: attualmente le imprese italiane che vendono on-line sono il 13% contro il 20% europeo.

I dati nazionali sono però molto diversificati a livello territoriali, e ciò accade anche in tema di digitalizzazione: il Veneto, assieme al Piemonte, ha la più elevata percentuale di imprese con tecnologie 4.0 (circa 12%) ed è leader per le imprese tradizionali che hanno già programmato interventi 4.0 (8%). Circa il 16% delle imprese investirà inoltre nel prossimo triennio in queste tecnologie, soprattutto in CRM e security. In provincia di Padova, come in ampie zone del Veneto, la banda ultralarga si sta diffondendo rapidamente: sono già esecutivi 11 dei 37 progetti comunali di sviluppo.

Non può dunque essere un caso se la provincia di Padova è territorio fertile per il terziario avanzato e le imprese hi-tech: qui ci sono infatti una impresa su quattro di quelle venete del settore. Se si restringe la lente sulle imprese che operano nell’high-tech (produzione di software, consulenze nella tecnologia e nell’informatica, web, CRM) a Padova ci sono oltre 1.000 aziende operative, in continua crescita (+6% rispetto allo scorso anno) e più rapida che nel resto della regione, con anche una capacità maggiore di creare occupazione (più addetti e in maggiore sviluppo).

Proprio per scendere con maggiore dettaglio nell’osservazione della realtà padovana, continua attraverso una indagine ad hoc anche in questo terzo appuntamento il coinvolgimento di un ampio campione di imprese della manifattura e dei servizi della provincia, che ha permesso di costruire una serie di “termometri” dell’evoluzione digitale annuale delle imprese: il 42% è connesso ad una rete internet veloce (+10% sul 2017); oltre il 70% è "social" (8% in più dello scorso anno), con i profili aziendali “professionali” in forte crescita (Linkedin ed Instagram su tutti)ed il 74% delle imprese che ha conosciuto nuovi clienti e fornitori tramite i social; una su quattro vende on-line (+7% sul 2017) ed oltre la metà vuole farlo in prospettiva; cresce l'utilizzo di cloud computing, CRM e cybersecurity (20% ed oltre delle aziende coinvolte), tutte tecnologie sostenute dai percorsi del piano Industria 4.0: si tratta di dati più elevati di quelli “ufficiali” per la regione.

L’indagine conferma in termini qualitativi ciò che i dati statistici sul terziario avanzato ci dicono ormai da tempo relativamente al territorio padovano -commenta Cédric Boniolo, presidente di categoria del terziario avanzato di CNA Padova – Imprese sempre più connesse, social e web-oriented, dunque,che in molti casi si sono già attrezzate con strumenti digitali d’avanguardia ma che necessitano di essere accompagnate nella loro evoluzione da consulenti preparati e supportate da un sistema creditizio e da strumenti di finanziamento adeguati. “

Il termometro dell’innovazione digitale mostra infatti tutti parametri in crescita, in particolare aumentano le aziende che hanno introdotto innovazioni nei sistemi produttivi (45% nel 2018 vs. 33% nel 2017), con spesa media annua superiore al 5% del fatturato (23% vs. 12%), percezione di importanza dell’innovazione digitale per lo sviluppo dell'impresa (54% vs. 49%), previsioni di investimento futuro per il sito aziendale, social network ed e-commerce (tutti valori in crescita dai 6 agli 8 punti). Gli ostacoli all’innovazione digitale per il futuro rimangono focalizzati prioritariamente su questioni economiche e di finanziamento ma anche sugli aspetti “tecnici”, ovvero competenze e infrastrutture.

Proprio in questa direzione sta lavorando la Commissione Innovazione della CCIAA di Padova– sottolinea Luca Montagnin, Presidente della commissione e Vice Presidente CNA – supportando nella sfida al digitale le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni, mettendo loro a disposizione strumenti per colmarne il gap competitivo. Questo è il compito principale che dovrà svolgere il Digital Innovation Hub (DIH), attraverso il Parco Scientifico Galileo e la collaborazione con le Associazioni di categoria, Talent Garden e manifestazioni come il Digital Meet. I PID, punti di informazione digitale, sono il livello base da cui partire e proprio in questa attività il ruolo delle Associazioni può, in sinergia con la CCIAA, stimolare e promuovere la domanda di innovazione del sistema produttivo. “

TERZO OSSERVATORIO SUL TERZIARIO AVANZATO DELLA PROVINCIA DI PADOVA - 15/10/2018