STORIE ARTIGIANE. La pietra bianca e l’occhio che racconta

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Viaggio alla scoperta degli scalpellini che a Este (Padova) lavorano la pietra di Vicenza, la stessa che ha reso 'divino' Palladio. Però non è tutto oro quello che luccica...
Bianco di polvere e di pietra di Vicenza. Restano le nostre impronte lasciate percorrendo il lungo corridoio che attraversa il capannone degli Stonebreakers a Este in via Belle, a marchiare il silenzio del lavoro sospeso. Ci sono scalpellini manuali ed elettrici, frese, trapani. Strumenti del mestiere, banchi da lavoro, postazioni… tutto leggermente velato da un soffio di polvere bianca. Qua e là, in ordine sparso, massi di pietra semilavorata e sculture finite o in corso d’opera. 
Questo è un lavoro artigiano che si colloca nel sottile confine tra arte e artigianalità, che ancora fa sopportare il freddo dei capannoni non riscaldati, che sfida “il cuore e la pietra”.
Gualtiero Molesini è rimasto l’ultimo stonebreaker di una storia che parte dal 1994 e che per fortuna non si è conclusa. 
Ci ospita nel suo studio, atmosfere da atelier, lampade di design moderno, lo stampo originale della Venere de’ Medici, la Venus pudica del I sec. AC di Cleomene di Apollodoro (conservata nella tribuna della Galleria degli Uffizi, ndr).  Un’atmosfera resa ancora più particolare dalla stufa a legna che riscalda l’ambiente e dal sottofondo musicale di un’aria di J.S. Bach.
Gli Stonebreakers erano in otto, oggi sono rimasti in ‘quasi’ due. Molesini a tempo pieno e Michele Gastaldo, l’unico socio rimasto, quando può. 
Tre i livelli di attività dell’azienda: complementi d’arredo (tavoli, tavolini, consolle) che copre il 50% del fatturato su mercato europeo. Il restauro conservativo nel territorio per il 25% e gli interventi di edilizia per l’altro 25%.
“Mi occupo di tutte le attività, senza nascondere la mia grande passione per l’arredamento. Però anche il restauro ha il suo fascino. Abbiamo appena terminato il recupero della facciata del Teatro Verdi di Padova. Si dovevano tassellare le parti mancanti degli ornati e delle sculture degli archi e dei capitelli”, precisa Molesini.
Perché avete dato l’esclusiva dei vostri lavori proprio alla pietra di Vicenza? 
“Perché è la nostra pietra. Perché è importante lavorare e creare con le ricchezze che la natura del nostro territorio ci offre. E’ stato il grande Palladio a rendere prestigiosa e famosa la pietra di Vicenza. Usandola esclusivamente per i suoi capolavori e soppiantando del tutto gli opulenti marmi che non si addicevano al periodo della Controriforma. A guardar bene, è stata la bellezza umile della pietra di Vicenza a rendere grande Palladio.
Come vede il futuro?
“Impegnativo e complicato. Pieno di difficoltà economiche, ma resto fiducioso. Spero in una ricollocazione del mercato delle attività artistiche, ma dovremo cambiare volto. La promozione dei propri prodotti sul web e l’e-commerce, sono strumenti oggi indispensabili per rimanere a galla. Sento la responsabilità di dover tramandare (a mia volta) i segreti del mestiere, ma non ci sono le possibilità per retribuire quei ragazzi che vorrebbero venire a imparare a bottega. Misuro che non si è persa la sensibilità di apprezzare il pezzo unico, fatto a mano; c’è meno disponibilità nell’accettare di spendere per avere il pezzo unico, bello. Confido molto nei giovani e nella loro cultura. Scolpire la pietra è un lavoro usurante. La pietra pesa, ma la pietra respira delle nostre mani e della nostra anima. Per questo sogno di realizzare una collezione di sculture che mi ripaghi di anni di sacrifici”, chiude Gualtiero… 
Così in confidenza sfogliamo i disegni della nuova collezione di Gualtiero e portiamo con noi le sue parola in coda: “vorrei tanto realizzare almeno i prototipi di questa mia nuova linea e poi avviare un’azione commerciale… ma chissà se ne avrò il tempo…”. Ci auguriamo di sì!  

Gualtiero Molesini si è diplomato all’istituto d’arte Corradini di Este e ha frequentato poi l’Accademia delle belle arti di Venezia. A 16 anni sapeva già che avrebbe fatto lo scultore. Questa predisposizione era legata a un mio stato interiore. Scolpire mi ha salvato da un sacco di cose
Ha lavorato a bottega imparando i segreti del mestiere, diventando così custode di tecniche tramandate da grandi maestri. Gli Stonebreakers hanno collaborato con grandi architetti e noti designer, hanno esposto alle fiere internazionali del mobile (anche a Dubai) con importanti collezioni di arredamento per esterno e interni. Si ispirano al grande Arnaldo Pomodoro.