L'ultimo viaggio in moto del nostro Nicola Brancalion

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Un’ultima fermata con la sua compagna inseparabile di molti viaggi. La sua Honda Shadow Castom giallo-nera. Cosa sarà accaduto l’altro giorno a San Giorgio in Bosco? L’ennesimo atto di gentilezza per lasciare passare un pedone, “prego signore, passi pure”, quella cortesia unita al sorriso che ha contraddistinto Nicola Brancalion, dipendente CNA Padova dal lontano 2 giugno 1997, ventidue anni dedicati all’associazione degli artigiani.
All’inizio impiegato in ufficio amministrazione, poi alternandosi dalla direzione provinciale alla sede territoriale di Padova est, per poi arrivare in pianta stabile al centralino della sede provinciale.
Da qualche mese aveva chiesto di essere trasferito nella sede di Albignasego, sua città di residenza, perché i problemi di salute si erano aggravati. Un trapianto al rene in giovane età lo aveva costretto a continue cure, alla dialisi periodica, a fare amicizia con i medici che incontrava entrando e uscendo dagli ospedali.
Ma mai e poi mai, aveva fatto pesare la sua complicata limitazione fisica. Non si era lasciato abbattere dalla difficoltà di gestire un problema grave come l’insufficienza renale; aveva accettato la condizione con quello spirito eletto di chi consapevole di una ‘croce’, aveva la forza di portarla con dignità e classe, conducendo una vita normale come tutti gli altri.
Nicola Brancalion ha rivestito per molto tempo il ruolo di punto di ‘accoglienza’ della CNA di Padova, era la prima voce che presentava l’associazione, rispondendo al telefono del centralino, era il primo sguardo che si incontrava entrando in CNA Padova. 
Chi varcava la soglia della sede provinciale, trovava il suo sorriso e la sua gentilezza. Dal ministro, all’onorevole, al sindaco, all’artigiano imbufalito perché doveva pagare le tasse o doveva trattare la cassa integrazione dei suoi dipendenti. Nessuna distinzione tra chi aveva un ruolo istituzionale o indossava la divisa da lavoro o le scarpe anti-infortunistica. Ce n’era per tutti. Di cortesia.
Nicolino, così lo chiamavano affettuosamente tutti, era l’eccellente ‘carta d’identità’ della CNA.
Poi con gli artigiani ci sapeva fare, perché era un po’ artigiano anche lui. Un artigiano-artista che con la sua passione per la decorazione delle vetrate, partecipava alla fiera Campionaria o alla vetrina dell’artigianato della Bassa Padovana insieme agli altri imprenditori. Voce e colonna della CNA, ma anche sensibile nelle dinamiche che riguardavano il lavoro artigiano.
“Nicola mancherà a tutti noi, dice il past president, Guerrino Gastaldi, perché oltre alla forza che dimostrava, aveva quel tocco particolare di convincere tutti quando si doveva partecipare a una riunione dell’associazione”.
“Persona eccellente che lascerà un vuoto incolmabile, che non potrà essere sostituita, perché Nicola era unico. E’ stato e reterà un punto di riferimento per i colleghi, ma soprattutto per gli artigiani dirigenti della CNA che hanno sempre potuto contare sulla sua precisione, sul suo tempismo e sulla sua efficienza”, precisa il direttore della CNA Matteo Rettore.
La  sua Smart, piccola e agile come lui o la sua inseparabile Castom gialla e nera, con la quale ha girato l’Italia da solo, con la quale partecipava a tutti i moto raduni, più grande di lui di un bel po’… sempre splendente parcheggiata sotto gli uffici di via Croce Rossa 56 a Padova, la stessa moto che per l’ennesimo atto estremo di cortesia lo ha accompagnato nel suo ultimo viaggio, resteranno nella memoria di tutti…
Sempre in anticipo, perché la sede provinciale l’apriva lui, dall’alto della sua minuta statura, con il suo portamento fiero della responsabilità di rivestire un ruolo importante, tutta la CNA collaboratori e artigiani insieme, si stringono attorno a lui, alla cara madre e alla famiglia.
“In fondo lo avresti voluto Nicola, in sella sempre, piuttosto che vittima della tua malattia”.