Aumento del 20% sul diritto camerale. Il ricavato tutto alle imprese

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Diritto annuale, sì del Consiglio camerale all’aumento del 20% dal prossimo anno. Il ricavato (5 milioni in tre anni) interamente riversato sul territorio a favore delle imprese.
Santocono: “​Ringrazio il Consiglio e le categorie economiche per il forte senso di responsabilità dimostrato in questa delicata decisione, che permetterà alla Camera di Padova di varare un piano di interventi aggiuntivi a favore delle imprese pari a 5 milioni di euro nel triennio 2020-2022”.

Via libera definitivo all’aumento del 20% del Diritto camerale per le 117.000 imprese padovane, a partire dal 2020.
Dopo il “sì” della Giunta nella seduta dell’11 novembre scorso, questa mattina il Consiglio della Camera di Commercio di Padova ha approvato all’unanimità l’incremento del 20% del​l'imposta che le imprese padovane iscritte nel Registro delle imprese, ed i soggetti registrati nel Repertorio delle notizie economiche ed amministrative (REA), devono versare alla Camera di Commercio di Padova.

Dal prossimo anno, dunque, le imprese della provincia dovranno versare all’Ente di piazza Insurrezione un importo superiore, che di fatto è pari a circa 13,5 euro annui per ciascuna attività registrata nel padovano (8 euro se si considerano solo le 59 mila imprese individuali). L’incremento porterà in dote alla Camera di Commercio di Padova maggiori introiti per poco più di ​1,6 milioni di euro​ all’anno. Denari che tuttavia non rimarranno nelle casse dell’ente ma saranno interamente riversati sul territorio sostenendo la crescita e lo sviluppo delle imprese in chiave di maggiore competitività a livello nazionale ed internazionale.I ​proventi netti​ in entrata ​nel triennio 2020-2022​ sono pari a circa 4.800.000 euro​.

Come evidenzia il presidente della Camera di Commercio ​Antonio Santocono​ “​con i maggiori introiti provenienti dall’aumento del diritto camerale abbiamo varato un Piano di interventi specifici, inseriti nella Relazione previsionale e programmatica per il triennio 2020-2022, che porteranno questo Ente a distribuire ben 5 milioni di euro nei prossimi tre anni, favorendo così in maniera concreta una maggiore spinta allo sviluppo del sistema economico del territorio. ​Ringrazio pertanto il Consiglio e le categorie economiche per il forte senso di responsabilità dimostrato in questa delicata decisione, varata con il fine preciso di aumentare la spesa della Camera per quei bandi e quei voucher legati alla promozione del sistema economico locale in chiave di competitività, innovazione e internazionalizzazione”​.

I progetti che verranno finanziati nel prossimo triennio con le maggiori entrate del diritto camerale sono in tutto 5 e riguardano:
1) ​Turismo​, con i seguenti obiettivi:

a) dare continuità alle progettualità e alle iniziative di promozione dei territori; b) potenziare la qualità della filiera turistica;
c) incentivare il turismo lento;
d) valorizzare le economie dei siti Unesco.

2) ​Punto Impresa Digitale​, per sostenere la digitalizzazione delle imprese:
a) servizi informativi di supporto al digitale, innovazione, Industria4.0 e Agenda digitale;

b) servizi di assistenza e orientamento;
c) promozione dei servizi del PID;
d) interazione con i Competence Center e le altre strutture partner nazionali e internazionali;
e) servizi specialistici per la digitalizzazione in collaborazione con Aziende speciali e altre strutture del sistema camerale.

3) ​Formazione e lavoro​, con i seguenti obiettivi:
a) avvio di azioni diffuse di orientamento sui territori per facilitare l’incontro domanda/offerta di lavoro;
b) diffondere informazioni puntuali sui fabbisogni professionali delle imprese; c) favorire il placement; promuovere una ricognizione continua della
    domanda di professionalità e competenze delle imprese;
d) sensibilizzare e promuovere politiche attive del lavoro.

4) ​Preparazione delle PMI ad affrontare i mercati internazionali: i punti S.E.I (Sostegno all’Export dell’Italia)

5) ​Prevenzione crisi d’impresa e supporto finanziario

Con questa scelta, la Camera di Padova dimostra ancora una volta di schierarsi dalla parte del suo sistema produttivo. “​Neppure un euro di questo aumento rimarrà, infatti, a disposizione della struttura”​ , puntualizza il presidente Santocono.
Tuttavia, mentre il sistema economico decide di autotassarsi per far fronte a politiche espansive e di sviluppo territoriale, una nuova stangata si profila all’orizzonte con la Finanziaria 2020. Da gennaio infatti i versamenti obbligatori che le Camere di commercio saranno costrette a fare al Ministero dell’Economia e delle Finanze lieviteranno di un ulteriore 10%. Per Padova, che ad oggi versa annualmente una cifra attorno agli 800 mila euro, questo ritocco costerà ben ​80 mila euro in più​. “​La Finanziaria​ - interviene ​Roberto Crosta​, Segretario generale della Camera di Commercio di Padova e di Unioncamere Veneto - ​continua a tassarci e a erodere la capacità del Sistema camerale di sostenere la promozione del territorio e dello sviluppo locale delle nostre imprese. Quest’ulteriore mazzata imposta dal Mef costerà complessivamente alle Camere di commercio venete la bellezza di ​5,5 milioni di euro​ all’anno​”. Una cifra enorme, che fa ancor più impressione se inquadrata a livello nazionale: con il nuovo aumento del 10% i milioni sottratti dal Mef a tutte le Camere toccano la cifra di 40 milioni.