Artigiani fermi per il blocco del traffico a Padova
Un problema che deve farci riflettere

Print Friendly and PDF

Domani blocco del traffico totale a Padova dalle 8.30 alle 12.30 anche per i veicoli euro 4 commerciali. Scatta il “semaforo rosso”, veicoli in garage.
Dopo due giorni di inquinamento e pm10 alle stelle, scatta il “Semaforo Rosso”. Con il livello di allerta 2° (dopo 10 giorni consecutivi di superamento del valore di 50 µg/m3 di PM10), c’era da aspettarselo. Possono circolare i veicoli con motore elettrico o ibrido, veicoli alimentati a Gpl o gas metano e veicoli alimentati a benzina o a gasolio trasformati a Gpl o gas metano.

Sarà un problema per molti imprenditori artigiani che non hanno rinnovato il parco mezzi. “Del resto, osserva Daniele Donà, presidente CNA Padova impiantisti, non tutte le aziende (soprattutto quelle meno strutturate), hanno la capacità di poter cambiare i furgoni, anche se ci sono stati i finanziamenti dei bandi regionali. Penso che sia arrivato il momento di cambiare ‘filosofia’ anche nel nostro lavoro. Ragioniamo su dinamiche che spesso non tengono conto di un’etica dell’ambiente. Siamo abituati a fare i conti solo nell’immediato. In realtà spesso un investimento poco vantaggioso subito, si rivela efficace dopo un po’ di tempo. Considerando l’emergenza, auspico che l’amministrazione del comune di Padova, almeno per i veicoli commerciali euro 4, riporti a una situazione di normalità superato lo stato di allerta”, precisa Donà.

Resta che il presidente impiantisti della CNA di Padova Daniele Donà ha toccato un tasto molto delicato.
”C’è chi tra i nostri imprenditori ha già da quattro anni adottato una politica green per la sua azienda. E siamo chiari, non si tratta prettamente di un vantaggio economico per le aziende, anzi è un impegno non indifferente”.
E a distanza di tempo oggi, Mauro Perdon, presidente Cna di Conselve, da quattro anni impresa ‘green’, può dire di aver avuto ragione. I suoi mezzi, domani potranno lavorare in centro a Padova, attraversare qualsiasi zona a traffico limitato perché sono elettrici.

”Ho precorso i tempi, ne sono consapevole, solo per rispondere a una mia sensibilità nei confronti del rispetto dell’ambiente. Volevo fare la mia parte, nel mio piccolo. Così ho acquistato due mezzi elettrici, il primo con solo 100 chilometri di autonomia, il secondo più nuovo con un contributo della regione. Ho speso di più, chiaro, ho strutturato l’azienda con il fotovoltaico, quindi carico le auto di notte... Facendo i conti della serva non si risparmia, ma non si spende nemmeno di più. L’assicurazione costa il 20% in meno, il bollo non si paga per 5 anni, la corrente me la produco e soprattutto posso permettere ai miei collaboratori di lavorare sempre e ovunque”.
Mi sono reso conto inoltre, che questa mia dinamica green mi sta tornando indietro diversificandomi dagli altri. Così i miei clienti sono più contenti e chi deve scegliere, sceglie certamente l’impiantista green”, chiude Perdon.
Deve cambiare la cultura dell’imprenditore. “E’ il momento di smettere di rimandare il cambiamento. Dobbiamo cambiare mentalità e metterci nell’ordine di idee di essere innovativi e propositivi. L’aria la respiriamo tutti. Non possiamo pensare che siano sempre gli altri a prendere provvedimenti. Iniziamo da noi”, chiude Perdon.

Per informazioni sul blocco del traffico clicca qui