Manifattura tessile. LYDDA WEAR per vestire diversamente
PROBLEMATICHE FECONDE E PRODUTTIVE

Conversioni. Pier Giorgio Silvestrin, imprenditore creativo e dinamico, nel rispetto della tradizione artigiana di famiglia, oggi crea e produce un campionario di prodotti per persone con disabilità, esclusivi in Italia.

Vestire diversamente. Possiamo partire da qui, attraversare un viale fiancheggiato da filari di limoni nella campagna del Conselvano che si spinge verso la costa e arrivare al capannone della Lydda Wear. Trovare Pier Giorgio Silvestrin che ci accompagna alla scoperta di un settore produttivo legato al comparto del tessile molto particolare.

“Dietro ogni prodotto, c’è un problema”… Lydda Wear produce abbigliamento e accessori per portatori di disabilità e con disturbi e patologie invalidanti. Un catalogo di 640 prodotti, 7300 clienti su tutto il territorio nazionale. Una rete commerciale potentissima, tutta gestita sul web. Mezzo dipendente che si occupa di programmazione e del software con cui si gestiscono ordini e consegne, due capannoni e uno showroom con camerino e servizi per consentire ai clienti di “provare o commissionare diversamente, gli abiti”.

Come nasce Lydda Wear e perché questo nome?

Dobbiamo ricorrere al passaggio generazionale. Dalla San Giorgio fondata da papà Silvestrin, nata nel 1973 (produceva abiti da lavoro), alla prima riconversione del 1990 con l’entrata in società di Pier Giorgio (Taglieria San Giorgio, lavoro conto terzi per i grandi brand della moda italiana). Fino al 2004 in cui Silvestrin riconverte la produzione verso l’abbigliamento ‘diverso’.

Anche il nome dell’azienda non è dato a caso. Lydda, città in Palestina dove è sepolto San Giorgio che in qualche modo resta a ‘vigilare’ la nuova attività dei Silvestrin. Inoltre, San Pietro fece il miracolo del paralitico Enea proprio a Lydda…

“Quello che io chiamo “brodo culturale” che contiene le nostre origini e tradizioni, va rispettato.

Il mio segreto e produrre cose che gli altri non fanno. "Il 100 % dei prodotto li ideo o meglio li studio io, poi mi avvalgo di una rete di Terzisti che me li producno”.

Silvestrin lavora da solo. Tra rotoli chilometrici di stoffe di tutti i tipi, tavoli immensi, metri, forbici. Gli arnesi del mestiere sono gli stessi della San Giorgio di un tempo, sono quelli di una grande sartoria. Lui i prodotti ama inventarseli e farseli. Dal progetto al prototipo…poi la produzione è delegata a terzisti…

Silvestrin ha un rapporto fisico con i materiali… li studia, li inventa, li sperimenta… tessuti ma non solo. Ha elaborato con un’azienda, un tessuto in bambù antisudore, una seconda pelle, naturale (per chi porta il busto ortopedico).

“Abbiamo dovuto correggere un problema di scoliosi a mia figlia, cui hanno prescritto l’utilizzo di un busto che la faceva sudare terribilmente… Sapevo che si stava brevettando un nuovo tessuto in bambù. Ho studiato con il produttore la realizzazione dello stesso, ne ho acquistato un bilico… inizialmente ho prodotto 500 pezzi… per l’utilizzo personale ne sarebbero bastati molti meno… Ho provato a inserirli in catalogo, li ho venduti in un baleno e… sono ora, un articolo di punta della Lydda Wear”. Così nascono le cose…

Come nascono i suoi prodotti?

“I primi prodotti in catalogo erano per paraplegici. Poi ho cercato di capire, studiando le diverse patologie invalidanti, cosa si poteva inventare per rendere meno problematica la vita di chi ha una disabilità e di chi accompagna la persona con una disabilità. (Pier Giorgio fa consulenze ai medici. ndr). Colgo le necessità e invento ciò che non esiste sul mercato. Creo in media sei prodotti nuovi l’anno (ogni prototipo costa dai 10 ai 15 mila €). Mi piace lavorare sui dettagli, mi piace pensare che posso regalare una gioia o alleviare una sofferenza a qualcuno con il mio lavoro”.

Silvestrin è presidente della categoria Manifattura tessile di CNAVeneto e di CNA Padova.

Il suo impegno pluriennale nella vita associativa lo ha visto protagonista di alcune importanti vittorie. L’ultima, aver ottenuto il pass per 10aziende artigiane del tessile a partecipare a Pitti moda. La più famosa kermes del mercato moda made in Italy, riservata fino all’anno scorso, solo ai commercianti e non hai produttori.


Silvia VERONESE
Responsabile progetto CNA STORIE
ufficiostampa@pd.cna.it

 
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