IMPRESE SULLA CIMA… DELLE PIANTE
Marco Beggiato ha promosso e sviluppato una nuova attività imprenditoriale. L’arboricoltore in quota. Presidente dell’associazione nazionale che è nata dalla coesione di queste figure professionali, sta diffondendo una nuova cultura del rispetto della natura.
Il Robin Hood delle grandi piante. Marco Beggiato con la sua ‘impresa in quota’ TREE CLIMBING SERVICE (servizio di arboricoltura in quota), ha quasi sviluppato una nuova professione. Quasi, perché Beggiato ha sempre armeggiato con le piante da quando ha iniziato a lavorare a 14 anni come apprendista manutentore del verde, pur continuando il suo percorso di studi.
Quando ha capito che la sua passione poteva diventare professione, ha iniziato un percorso formativo specifico parallelamente al lavoro.
“Fin da bambino, ho sempre avuto la passione per la natura e soprattutto per le piante secolari. Passavo i pomeriggi nel parco vicino a casa sempre a stretto contatto con gli alberi e la natura. Spesso mi arrampicavo, osservavo il mondo dall’alto e mi sentivo sereno e sicuro. Di certo allora non immaginavo che quella condizione di benessere mi avrebbe indotto a farne il mio mestiere”, racconta Marco Beggiato, 31 anni che dal 2013 ha aperto la sua attività imprenditoriale.
In sintesi, il giardiniere-arboricoltore si arrampica con le sue funi sulle piante, opportunamente imbragato e messo in sicurezza e pota o presta cure ai grandi monumenti naturali.
“Questo è uno dei sistemi più efficenti per intervenire rispettando la pianta.
Beggiato parla delle piante come se fossero persone…”Poter lavorare dentro la chioma, in modo funzionale e mirato, è la nostra peculiarità. Non disturbiamo nessuno, evitiamo di invadere con carrelli elevatori o altri mezzi meccanici. Impatto ambientale quasi zero”.
In Italia non sono molti a praticare il tree climbing, ma nemmeno in pochi. Così nel 2016 con il supporto di CNA Padova, Beggiato e i suoi colleghi danno vita all’ANAF (ass. naz. arb. su fune). Per darsi delle regole comuni, per normare un percorso formativo della categoria nascente, mirando al riconoscimento ufficiale di questo nuovo mestiere. Sono in 50 iscritti con due delegazioni e presidi in Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Campania.
“Organizziamo corsi per le scuole, eventi formativi specifici e divulgativi.
Gli alberi sono una risorsa importantissima che tutti dobbiamo imparare a tutelare e salvaguardare”, prosegue Beggiato.
Portano la sua firma, la magnolia del chiostro di Sant’Antonio, il platano di palazzo Papafava, il recupero e la riqualificazione arborea dei più importanti parchi della nostra provincia.
Beggiato fonda l’anno scorso il Centro Padovano Arboricoltura con sede in Piazzetta FORZATE (vicino a Ponte Molino).
Gli arnesi del mestiere sono: passione, mezzi performanti, attrezzi per il taglio, funi e materiale di sicurezza per lavorare in quota. Promozione dell’attività: grafica sui furgoni, social sempre attivi, formazione continua, iniziative tipo “adottiamo una pianta”, progetto “Due Palazzi” (formazione lavoro con i detenuti).
Gli alberi sono solo una parte dell’arboricoltura, non c’è una facoltà accademica dedicata. Per questo il vero arboricoltore in quota deve fare corsi continui, imparare a conoscere gli alberi, la conformazione geomorfica di un terreno, le patologie, la biomeccanica ...
Silvia VERONESE
Responsabile progetto CNA STORIE
ufficiostampa@pd.cna.it











