Una ‘pasta’ d’impresa conosciuta in tutto il mondo
Settore metalmeccanico, con trentacinque anni di attività, SARP si impone oggi sul mercato mondiale come azienda leader per la produzione di impianti per pasta di tutte le qualità e per il trattamento termico degli alimenti
Erano artigiani e nel cuore i Salvalaggio lo sono ancora… ma oggi SARP è una vera e propria piccola industria.
Giovanni e Stefano Salvalaggio hanno iniziato nel 1986 con tre dipendenti per arrivare ai 40 di oggi. Dalla progettazione alla realizzazione delle macchine, un ufficio tecnico con una decina tra tecnici e ingegneri, tre addetti informatici e tre al post vendita, 4000 metri quadrati di stabilimenti.
Sarp nel mondo conta 180 collaborazioni internazionali di cui 84 solo in Europa, con un progetto di sviluppo che coinvolge più di 40 paesi. Le macchine Sarp possono produrre 200.000 chilogrammi di pasta all’ora.
Qui a Castelfranco si lavorano acciai inossidabili di tutti i tipi e plastiche particolari.
Sono clienti Sarp la multinazionale e la piccola industria. Il range di costo delle macchine va da un minimo di 250 mila € a 1 milione di €. Fatturato annuo dai 6 agli 8 milioni dello scorso anno. Tempo di realizzo di una macchina anche quattro mesi.
In percentuale si produce per il 70% macchine per il trattamento termico degli alimenti e 30% per i vari tipi di pasta che resta però il core business dell’azienda. Il fatturato per lo più è estero in primis Germania, Svizzera, Austria. Nell’’89 una delle prime macchine costruite è stata fatta per il Giappone.
E’ curioso come questi nostri imprenditori che nel tempo sono diventati industriali restino fedeli all’associazione che li ha fatti nascere. Giovanni Salvalaggio ha rivestito parecchi ruoli di dirigente all’interno della CNA (tutt’ora è vice presidente provinciale). Come abbiano conquistato mercati mondiali senza sapere le lingue, ma solo dotati di una passione infinita per il loro lavoro che ha superato le barriere linguistiche meglio dell’interprete che li affianca nelle trattative.
“Ho visto in azione il babbo qualche volta. E’ un mistero come riesca a farsi capire e nessuno meglio di lui riesce a chiudere gli affari! Lui contagia chiunque”, osserva Alessandra, la figlia maggiore che per caso riusciamo a intervistarla, visto che si è trasferita da due anni a Toronto per creare un presidio commerciale sul mercato del nord America.
Alessandra, cresciuta in azienda a fianco del padre fin da piccola. Ricorda che metteva i timbri all’età di otto anni nei documenti di papà Giovanni. Laurea in economia a Ca’ Foscari sta portando la SARP dall’altra parte della terra. E funziona. Del resto se la pasta l’hanno inventata gli italiani, i migliori costruttori di macchine per la pasta, non possono che essere italiani.
“Siamo quasi più considerati dei tedeschi.”, precisa Alessandra, moglie e mamma di tre bambine (Elisabetta, Veronica, Maddalena).
Quanto è difficile conciliare il lavoro di imprenditrice con quello di madre?
“Tantissimo! Le bimbe sono cresciute con me in azienda. Rispondevo al telefono e allattavo. E’ una sfida quotidiana e non da tutti”, prosegue.
Difficile poi, il mondo della meccanica, prettamente a partecipazione maschile per una donna che deve farsi rispettare. Discriminante al massimo la cultura d’impresa in questo senso. Alessandra non si è mai arresa, nemmeno di fronte a battute offensive. “E’ sì, si vede che lei lava i piatti”, le disse un giorno ironizzando un dirigente d’azienda. In tono dispregiativo, ovviamente, come se una donna che lava anche i piatti non possa avere un ruolo di tutto rispetto per l’azienda che stava rappresentando.
In Sarp il passaggio generazionale è già in atto, non solo con Alessandra, ma anche con il fratello minore Alberto e con i figli di Stefano Salvalaggio che stanno venendo avanti pian piano, Nicola e Marilisa.
L’esperienza della Sarp è quanto di più esemplare il nostro tessuto economico produttivo in alcuni casi ha saputo essere motore di una crescita importante.
Silvia VERONESE
Responsabile progetto CNA STORIE
ufficiostampa@pd.cna.it













